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Scuola, Campania seconda in Italia per abbandono scolastico

La Campania è la seconda regione d’Italia con il più alto tasso di abbandono scolastico, dopo la Sicilia, con una percentuale che supera il 16%. I risultati della ricerca di OpenPolis 2023 sono stati presentati a margine dell’incontro “Dalla parte dei ragazzi, contro ogni forma di disagio e devianza giovanile”: una giornata di sensibilizzazione alla legalità con la presenza straordinaria dell’Assessore all’Istruzione della regione Campania, Lucia Fortini, del Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli Valter Brunetti e del Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Torre del Greco, il Maggiore Francesca Romana Ruberto.

Secondo la ricerca, l’11,5% dei giovani tra 18 e 24 anni lascia la scuola prima del tempo (2022), ovvero quasi 2 punti in più della media Ue. Il traguardo fissato dal Consiglio dell’Ue è di arrivare al 9% entro il 2030.

«Aumenta, in Campania, il numero degli Elet (Early Leaver from Education and Training), i ragazzi che lasciano la scuola prima dei 16 anni, finiscono in strada, si perdono o sono prede per la delinquenza – afferma il dirigente scolastico Laura Patrizia Cagnazzo, nel commentare i dati – Come si combatte la dispersione? Con il “welfare culturale”; la prima agenzia educativa e’ la famiglia insieme alla scuola, perché la formazione non serve solo per acquisire un titolo di studio, ma anche per trasmettere valori e senso civico. L’emergenza sociale si espande a macchia d’olio. Abbiamo scuole diffuse su un territorio ampio, difficili da raggiungere con il solo trasporto pubblico. Nelle istituzioni scolastiche dobbiamo garantire la sicurezza, la sorveglianza per tutti. Siamo un un’area ad altissimo rischio di abbandono scolastico. Tanti sono i fattori che incidono: il contesto sociale e culturale, il lavoro, la dimensione degli spazi abitativi, la qualità dell’insegnamento, una formazione innovativa ed al passo coi tempi. Molte scuole non garantisco il tempo pieno che abbiamo proposto alle famiglie come “de Curtis Ungaretti”. Purtroppo, non sempre alcuni genitori sembrano apprezzarne i vantaggi formativi ed educativi. Lasciare i figli a scuola significa aprire un orizzonte verso un futuro più consapevole. Il tempo pieno serve, così come tutti gli altri servizi e strumenti a favore dell’emancipazione dell’allievo. Il nostro capitale sociale sono i giovani. Victor Hugo sosteneva: “chi apre la porta di una scuola, chiude una prigione”.

E proprio di giustizia minorile e di rischi per i minori si è parlato, nel corso della tavola rotonda con i giovani studenti, così come si è parlato di edilizia scolastica, con l’Avv. Luciani e con la Dr.ssa Salutino che ha intrattenuto i ragazzi sull’educativa territoriale.

L’autorevole e pacata voce del dott. Brunetti, Sostituto Procuratore Generale della Corte di Appello di Napoli, poi, ha coinvolto i ragazzi nella discussione. Il racconto delle sue esperienze di lavoro e delle storie di ragazzi, a volte finite bene, a volte male, hanno lasciato spazio alle tante riflessioni personali.
Infine, le domande dalla platea degli studenti hanno stimolato, affascinato e coinvolto l’Assessore Lucia Fortini, capace di un dialogo dinamico e costruttivo, fino a stringere con loro una sorta di patto finalizzato ad imparare a guardare le persone negli occhi, cercando di aiutarle ad alleviare dolore e sofferenza.

«La legalità non è qualcosa di esterno e di lontano – afferma l’Assessore Fortini -Dobbiamo capire che ogni nostra visione, in realtà, può modificare il concetto sociale rispetto al fenomeno sia della illegalità che della criminalità organizzata. Non buttare una carta a terra può fare la differenza, perché anche le piccole azioni sono proattive ad un modello educativo sociale corretto.

Sul rapporto tra libertà e responsabilità, interviene il Sostituto Procuratore Valter Brunetti, mostrando il Codice di Procedura Penale, per dimostrare ai giovani convenuti, quanto sia necessario essere consapevoli delle proprie azioni prima dei 14 anni, o tra i 14 e i 16 anni.

«Quando si decida di intervenire con un Decreto Legge, come quello su Caivano, significa che abbiamo, in qualche modo, già fallito, rubando i sogni ai nostri bambini – aggiunge l’Avvocato Carlo De Benedictis – Siate padroni del vostro futuro, proseguite con la scuola e non permettete a nessuno di dominarvi. Lo studio è faticoso, ma è  scoperta di mondi nuovi, apre il futuro. Quando un ragazzo parla in maniera entusiastica di Nisida, affascinato dalla serie tv, bellissima e circondata dal mare, io replico che non è realtà: è un inferno».

L’assessore Fortini, con il Sostituto Procuratore Dr. Brunetti, chiude il dibattito augurando un successivo incontro per ampliare il dialogo con i giovani per una cittadinanza attiva e legale, per un futuro sicuro, sereno e sostenibile.

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