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Scuole impreparate alle ondate di calore, appello al ministro: “Attenti ai bruschi cambi di temperatura”

L’appello arriva dal professore Romano Pesavento, presidente nazionale del Cnddu (Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani): “Chiediamo al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che venga avviato con urgenza un monitoraggio strutturato e preventivo sullo stato dei sistemi di climatizzazione e ventilazione negli edifici scolastici, con particolare riferimento agli istituti situati nelle regioni del Mezzogiorno. La richiesta nasce dall’esigenza di anticipare gli effetti di una stagione climatica che, secondo le più recenti analisi meteorologiche e scientifiche, potrebbe presentare caratteristiche di eccezionale intensità già a partire dalla tarda primavera”.

“Il contesto climatico in cui si colloca tale richiesta – spiega Pesavento – non può essere sottovalutato. Numerosi studi scientifici concordano nel definire il bacino del Mar Mediterraneo come uno dei principali hotspot globali del cambiamento climatico, cioè una delle aree del pianeta in cui gli effetti del riscaldamento globale si manifestano con maggiore rapidità e intensità. Le temperature medie della regione sono già aumentate in modo significativo rispetto all’epoca preindustriale e i modelli climatici indicano un incremento ulteriore degli estremi termici e della frequenza delle ondate di calore nei prossimi decenni. Le più recenti analisi scientifiche segnalano che il Mediterraneo si sta riscaldando circa il 20 per cento più velocemente rispetto alla media globale, con effetti diretti sull’intensificazione delle ondate di calore, sulla riduzione delle precipitazioni e sulla crescente instabilità atmosferica”.

LE STAGIONI ‘INTERROTTE’

“In questo quadro climatico sempre più complesso, il passaggio repentino da condizioni invernali a fasi di caldo intenso non rappresenta più un’anomalia isolata, ma una dinamica sempre più ricorrente nelle stagioni di transizione. La conseguenza è un clima caratterizzato da forti oscillazioni: improvvisi picchi di temperatura alternati a fenomeni temporaleschi violenti, grandinate e precipitazioni torrenziali generate dall’energia accumulata nell’atmosfera. Si tratta di dinamiche che, secondo numerosi osservatori meteorologici, rischiano di determinare una percezione sempre più diffusa di stagioni ‘interrotte’, con bruschi salti climatici che possono condurre rapidamente da un contesto invernale a una fase di caldo precoce e intenso”.

INFRASTRUTTURE SCOLASTICHE NON PROGETTATE PER AFFRONTARE TEMPERATURE ALTE E PROLUNGATE

“Tali dinamiche climatiche non sono un problema astratto: esse incidono direttamente sugli ambienti educativi e sulla qualità della vita scolastica. In numerosi istituti italiani, soprattutto nelle aree meridionali, le infrastrutture edilizie non sono state progettate per affrontare temperature elevate e prolungate. A ciò si aggiunge il fatto che la normativa vigente in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare il Decreto Legislativo n. 81 del 2008, non stabilisce soglie termiche precise per gli ambienti scolastici ma impone comunque al datore di lavoro la valutazione di tutti i rischi, compresi quelli legati al microclima e agli agenti fisici che possono compromettere la salute delle persone presenti negli edifici”.

SI RIDUCE LA CAPACITA’ DI CONCENTRAZIONE

“Questo quadro giuridico comporta una responsabilità indiretta ma significativa per le amministrazioni pubbliche e per i dirigenti scolastici: la gestione del rischio climatico rientra pienamente nel perimetro della tutela della salute e della sicurezza, che costituisce uno dei principi cardine dell’ordinamento costituzionale e del diritto europeo del lavoro. Non si tratta soltanto di garantire condizioni di comfort, ma di prevenire effetti concreti sulla salute e sulle capacità cognitive. L’esposizione prolungata a temperature elevate negli ambienti chiusi può determinare disidratazione, stress termico e riduzione delle capacità di concentrazione, con conseguenze dirette sulla qualità dell’apprendimento e sulla sicurezza di studenti e lavoratori”.

DIRITTO ALLA SALUTE E DIRITTO ALLO STUDIO

“In questo senso, la questione del microclima nelle scuole si colloca all’incrocio tra diritto alla salute, diritto allo studio e diritto a condizioni di lavoro sicure, tutti principi riconosciuti dall’ordinamento costituzionale italiano e dalle principali convenzioni internazionali sui diritti fondamentali. Il cambiamento climatico sta trasformando progressivamente questi diritti in nuove frontiere della responsabilità pubblica. La scuola, luogo simbolico della formazione civica e della costruzione della coscienza democratica, non può rimanere esposta a condizioni ambientali che compromettono la dignità dell’esperienza educativa”.

LA SOSPENSIONE DELLE LEZIONI COSTA PIU’ DELL’ADEGUAMENTO ENERGETICO

L’analisi del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani evidenzia inoltre “una dimensione economica che raramente entra nel dibattito pubblico. Gli investimenti preventivi in manutenzione climatica degli edifici scolastici rappresentano infatti una politica di resilienza infrastrutturale con effetti positivi sul medio periodo. La gestione emergenziale delle ondate di calore – sospensione delle attività didattiche, chiusure temporanee, interventi straordinari – comporta costi indiretti molto più elevati rispetto a un piano programmato di adeguamento energetico e di climatizzazione degli edifici. In un sistema scolastico che conta migliaia di plessi, la prevenzione diventa quindi non solo una scelta sanitaria e sociale, ma anche una decisione economicamente razionale”.

CULTURA DLELA PREVENZIONE CLIMATICA

“Alla luce di queste considerazioni, il Cnddu ritiene necessario inaugurare una nuova stagione di politiche pubbliche orientate all’adattamento climatico del sistema educativo. Non si tratta semplicemente di installare o verificare impianti di condizionamento, ma di introdurre una vera e propria cultura della prevenzione climatica negli edifici scolastici: monitoraggio periodico del microclima, mappatura delle strutture più vulnerabili, integrazione tra efficienza energetica, ventilazione naturale e tecnologie sostenibili”.

PROGRAMMA NAZIONALE DI VERIFICA PREVENTIVA

“In conclusione, il Cnddu propone che il Ministero dell’Istruzione promuova un programma nazionale di verifica preventiva degli impianti di climatizzazione e delle condizioni microclimatiche degli edifici scolastici, con priorità alle regioni del Sud e alle aree urbane più esposte alle ondate di calore. Tale iniziativa dovrebbe essere accompagnata da un fondo dedicato all’adattamento climatico delle scuole, integrato con le risorse della transizione energetica e con i programmi europei destinati alla resilienza delle infrastrutture pubbliche.
La sfida climatica impone di superare la logica dell’emergenza e di adottare una visione strategica che coniughi tutela dei diritti fondamentali, responsabilità istituzionale e sostenibilità economica. Preparare oggi le scuole alle temperature estreme di domani significa proteggere non soltanto la salute degli studenti e dei lavoratori della conoscenza, ma anche la credibilità dello Stato nel garantire concretamente i diritti che esso stesso riconosce”.

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