La cultura come legame tra generazioni, custode della memoria e risorsa per costruire il futuro. È ila valenza di cui si carica il riconoscimento assegnato a Ottaviano De Biase e Carmine Pelosi in occasione della quarta edizione del Premio Internazionale “Cilento in Opera Festival”, tenutasi venerdì 23 ottobre nel Salone Bottiglieri di Palazzo Sant’Agostino, sede della Provincia di Salerno.
Due premi, due percorsi differenti, accomunati dall’impegno nella valorizzazione della cultura e del territorio. Ottaviano De Biase ha ricevuto il riconoscimento nella sezione Letteratura – Saggistica, mentre Carmine Pelosi è stato premiato nella sezione Letteratura – Narrativa. Due personalità appartenenti a generazioni diverse, ma unite dalla capacità di contribuire, attraverso la scrittura e la ricerca, alla crescita culturale della propria comunità.
Poeta, scrittore e studioso della storia e delle tradizioni, De Biase rappresenta un punto di riferimento per la conservazione della memoria e la salvaguardia delle radici locali. Il suo percorso intellettuale è legato alla riscoperta del patrimonio storico e culturale, con particolare attenzione all’Irpinia e alla sua identità. Pelosi, giovane scrittore, giornalista ed event manager, si distingue invece per l’attività di promozione culturale e per l’impegno nella costruzione di relazioni tra territori, istituzioni e comunità, anche in ambito nazionale.
La cerimonia, ideata e diretta dal soprano Maria Pia Garofalo e condotta da Nunzia Soglia, ha riunito personalità provenienti dal mondo della cultura, delle arti, della legalità, della medicina, dell’imprenditoria e dell’impegno civile. Madrina dell’evento la duchessa Maria Consiglio Visco Marigliano, con la partecipazione del vicepresidente della Provincia di Salerno, Giovanni Guzzo. Determinante il contributo dell’associazione culturale Adorea, presieduta da Paola Nigro, e della giuria guidata dalla professoressa Rosa Giulio dell’Università degli Studi di Salerno.
A rendere ancora più significativo il momento per Serino è stata la presenza del sindaco Vito Pelosi, che ha voluto accompagnare personalmente i due premiati, condividendone la soddisfazione. Un gesto che sottolinea il valore del riconoscimento non soltanto per i singoli protagonisti, ma per l’intera comunità, che nei loro percorsi può ritrovare un motivo di orgoglio e un’occasione per riflettere sulle proprie prospettive di crescita.
La memoria custodita da De Biase e lo sguardo rivolto al futuro di Pelosi raccontano, in modi diversi, una stessa idea di cultura: un patrimonio vivo, capace di mettere in dialogo esperienze, sensibilità e aspirazioni. Le radici non rappresentano un vincolo, ma una risorsa da cui partire per costruire nuove opportunità.
Un tema particolarmente importante per le aree interne del Mezzogiorno, dove il futuro dei giovani viene spesso associato alla scelta tra restare e partire. La sfida, invece, è creare le condizioni affinché ciascuno possa decidere liberamente dove realizzare le proprie aspirazioni, trovando occasioni concrete per mettere a frutto capacità e competenze.
Il riconoscimento tributato ai due cittadini serinesi va dunque oltre la dimensione personale e diventa un’occasione per valorizzare il ruolo della cultura nella vita collettiva. Perché una comunità cresce anche attraverso le storie dei suoi protagonisti, la memoria che sa preservare e le opportunità che riesce a offrire alle nuove generazioni.
Per Serino, i premi a Ottaviano De Biase e Carmine Pelosi rappresentano un segnale di continuità tra passato e futuro: da una parte il valore delle radici, dall’altra l’energia delle nuove esperienze. Due percorsi che dimostrano come la cultura possa diventare un terreno d’incontro e uno strumento per rafforzare l’identità di un territorio, trasformando il talento individuale in una risorsa condivisa.

