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Shoah, l’Irpinia celebra la Giornata della Memoria: mostre, cerimonie e dibattiti per costruire un futuro di pace

Mostre, confronti, dibattiti per ribadire la necessità di non dimenticare l’orrore della Shoah, per combattere ogni forma di discriminazione e violenza e costruire un futuro di pace.  Un itinerario che non può non partire dalla ricostruzione di quanto accaduto. Dalla persecuzione compiuta dai nazisti, con la progressiva marginalizzazione ed esclusione dalla società alla condanna ai campi di concentramento, senza dimenticare la complicità del governo fascista con l’emanazione delle leggi razziali. Una riflessione che si carica di un valore più forte in un tempo in cui parole come genocidio tornano fortemente alla ribalta, dopo le violenze commesse da Israele contro i palestinesi di Gaza e l’escalation di violenza a cui si assiste sul piano internazionale. Così l’Irpinia celebra la Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime dell’Olocausto.

In Prefettura la consegna delle medaglie ai deportati
Nell’ambito delle celebrazioni della Giornata della Memoria, istituita con la Legge 20 luglio 2000, n. 211, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, martedì 27 gennaio, alle ore 10:30, presso il Salone degli Specchi della Prefettura di Avellino, si terrà la cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore a sette cittadini irpini deportati e internati nei lager nazisti. La cerimonia sarà accompagnata da un contributo musicale a cura del Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino. Sette i cittadini a cui sarà conferita la medaglia d’onore: Comune di AIELLO DEL SABATO 1. ANTONIO MAURIZIO Comune di GROTTAMINARDA 2. ANTONIO VILLANOVA Comune di MERCOGLIANO 3. GIUSEPPE SANSEVERINO Comune di MONTORO 4. GIOVANNI DE CARO 5. CARMINE MARALLO Comune di PRATOLA SERRA 6. GIUSEPPE DE PALMA Comune di STURNO 7. VINCENZO ANTONIO PASCUCCI

Al Museo Irpino “Per non dimenticare. Storie, letture e proiezioni sulla Shoah”
“Per non dimenticare. Storie, letture e proiezioni sulla Shoah” è il titolo del programma che, da martedì 27 a sabato 31 gennaio 2025, il Museo Irpino e la Biblioteca Provinciale di Avellino dedicano alla memoria della Shoah, uno degli eventi più tragici e toccanti della storia dell’umanità. L’iniziativa propone un articolato calendario di visite guidate, letture ad alta voce e proiezioni tematiche, con l’obiettivo di offrire al pubblico momenti di conoscenza, riflessione e partecipazione consapevole. Il programma si aprirà martedì 27 gennaio alle ore 17.00 con l’inaugurazione del percorso tematico “Tra propaganda e censura. La stampa italiana tra le due Guerre”, una selezione di riviste e quotidiani provenienti dall’Archivio dell’Emeroteca Provinciale e in collaborazione con il Museo Irpino, che racconta l’antisemitismo, la storia della stampa italiana e le vicende di intellettuali e giornalisti che, tra resistenza e compromesso, vissero il difficile rapporto con il regime.

Venerdì 30 gennaio alle ore 16.30, nell’aula didattica della sezione archeologica, la Biblioteca Ragazzi proporrà letture ad alta voce da albi illustrati, pensate per avvicinare i più piccoli al tema della Shoah attraverso il linguaggio delle immagini, capace di affrontare una pagina di storia tanto complessa con delicatezza e sensibilità.
La narrazione proseguirà sabato 31 gennaio a partire dalle ore 16.00 con “Il Cinema della Memoria”, una rassegna di proiezioni dedicate al racconto cinematografico della Shoah a cura della Mediateca Provinciale.
Dal 27 al 31 gennaio, inoltre, tutte le mattine saranno riservate all’iniziativa “I giorni che non si dimenticano”, con visite guidate, letture ad alta voce e proiezioni tematiche dedicate agli studenti delle scuole della secondaria di I e II grado. Gli incontri si svolgeranno ogni mattina dalle ore 9.00 presso la sezione archeologica del Museo Irpino e saranno accompagnati da dibattiti e momenti di riflessione collettiva. Il programma “Per non dimenticare” rappresenta un’ulteriore occasione per avvicinarsi alla storia, sensibilizzare la comunità su un tema di drammatica attualità e riaffermare il valore della cultura e della bellezza come strumenti fondamentali di contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione.

All’Archivio di Stato “Il controscritto ebreo…”. Storie di internati in Irpinia
Celebra la Giornata della Memoria l’Archivio di Stato di Avellino. Una celebrazione affidata alla mostra “Il controscritto ebreo…”. Storie di internati in Irpinia, presso la propria sede in via Giuseppe Verdi 17 (Carcere Borbonico). La documentazione sarà tratta dal fondo archivistico Internamento civile in Irpinia, che comprende oltre 170 fascicoli personali di internati di varie nazionalità, molti dei quali ebrei. Uomini e donne, italiani e stranieri, furono confinati, a seguito delle leggi razziali, nella provincia di Avellino, o fatti prigionieri nei campi di concentramento di Solofra, Monteforte Irpino e Ariano Irpino.

“Con questa iniziativa – si legge nelle note di presentazione della mostra – si intende restituire dignità e voce a quanti furono privati della libertà personale per la sola colpa di essere ebrei. I documenti conservati nel fondo Internamento civile in Irpinia costituiscono infatti un’immediata e diretta testimonianza delle difficili condizioni di vita dei confinati e dei prigionieri: si tratta di lettere inviate dagli internati alla Questura di Avellino per chiedere il permesso di consultare dei medici, domandare autorizzazioni a tenere corrispondenza con i familiari o a sposarsi con rito ebraico, rivendicare la propria fedeltà alla Patria”.
La mostra sarà visitabile dal 27 gennaio al 31 maggio 2026 negli orari di apertura dell’Archivio di Stato di Avellino (dal lunedì al venerdì, ore 8:00-19:00).

Anpi, al Circolo della stampa Storia di un internato militare irpino
Sceglie di rivolgere la propria attenzione agli internati militari irpini l’Anpi provinciale in occasione della Giornata della Memoria. Punto di partenza del confronto la proiezione di “Scioa. Storia di un militare irpino internato in Germania” di Annarita Cocca.  Interverranno Giovanni Capobianco, presidente provinciale Anpi, Mimmo Limongiello, vicepresidente provinciale Anpi, Giuseppe De Prospo, socio onorario Anpi.

La pellicola, realizzata dagli allievi della scuola media Mancini di Ariano, girata tra Savignano, Montecalvo e Ariano, ripercorre la storia di due fratelli, Mario e Alberico, durante la seconda guerra mondiale. Il primo, soldato italiano di stanza a Vercelli viene deportato in un campo di concentramento in Germania, nell’Alta Sassonia, il 9 settembre 1943. Alberico, l’americano, emigrato negli Stati Uniti dieci anni prima del conflitto, sbarca in Normandia da soldato alleato e partecipa alla liberazione dell’Europa dal nazismo. I due fratelli si ritroveranno dopo tanto tempo, sullo sfondo la violenza, le barbarie, le deportazioni, lo sterminio dell’ultimo conflitto mondiale. Attraverso la storia dei due fratelli, il film si sofferma sulla condizione degli Internati Militari Italiani.
All’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, l’Italia si ritrovo in una situazione di caos, molti i soldati italiani che furono disarmati e catturati dalle forze tedesche. 

Dopo il disarmo, soldati e ufficiali vennero posti davanti alla scelta di continuare a combattere nelle file dell’esercito tedesco, in caso contrario sarebbe stati inviati nei campi di detenzione in Germania. Circa 197.000 militari catturati scelsero, per convinzione o semplicemente per evitare la deportazione, di continuare la guerra a fianco delle potenze dell’Asse.  Gli altri, circa 600.000, vennero considerati prigionieri di guerra. In seguito cambiarono status divenendo “internati militari” (per non riconoscere loro le garanzie delle Convenzioni di Ginevra), e infine, dall’autunno del 1944 alla fine della guerra, lavoratori civili, utilizzati come manodopera coatta senza godere delle tutele della Croce Rossa loro spettanti. 
A Monteforte La Shoah prima della Shoah
Raccontare la Shoah non solo come evento storico concluso nei campi di sterminio, ma come processo graduale, fatto di esclusione, leggi discriminatorie, parole d’odio e silenzi collettivi. L’intento è far comprendere soprattutto ai giovani come una società civile e democratica possa arrivare ad accettare l’ingiustizia come normalità e perché questo meccanismo riguarda anche il presente. Con queste premesse, l’amministrazione comunale di Monteforte Irpino guidata dal sindaco Fabio Siricio – in particolare l’assessore alla Cultura Francesca De Santis – ha organizzato per martedì 27 gennaio, alle ore 18, in occasione della giornata internazionale della Memoria, un convegno dal titolo “La Shoah, prima della Shoah. Conoscere il passato per costruire il futuro” che si terrà all’interno della sala consiliare – Palazzo Loffredo. «Il Comune non è solo luogo ospitante, ma garante di una memoria che parla al presente – sottolinea De Santis -. La Shoah non comincia con Auschwitz, ma con le leggi razziali, l’espulsione dalle scuole e dai luoghi di lavoro, l’indifferenza di chi assiste. Vogliamo concentrarci su questo “prima”, spesso meno conosciuto ma decisivo». Il convegno è stato pensato come un percorso in più linguaggi. Dunque, una scenografia essenziale, con sedie vuote che riportano nomi e professioni di persone realmente espulse dalla vita civile nel 1938. Previsto, inoltre, il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Comprensivo “Aurigemma” di Monteforte, non come attori, ma come voci che restituiscono dignità a queste persone. Gli allievi reciteranno anche delle poesie. Ci sarà la partecipazione della Pro Loco. Dopo i saluti del sindaco Siricio, a prendere la parola sarà la relatrice, la professoressa Giovanna Della Bella. Come una società arriva alla Shoah sarà il tema sul quale si incentrerà l’intervento di Giovanni Malesci, Dirigente del Ministero della Giustizia e rappresentante di “Populorum Progressio Odv”. In rappresentanza dell’Aurigemma, la professoressa Rosaria Prima, vicepreside. Le conclusioni saranno affidate a don Fabio Mauriello, parroco di Monteforte.
Al Caffè Hope a confronto sugli ebrei e stranieri internati ad Avellino
Nasce dall’imperativo di non dimenticare, in occasione della “Giornata della memoria”, il convegno organizzato presso il caffè solidale “Hope”, in programma il 27 gennaio, a partire dalle 17.30. A moderare l’evento sarà Gianluca Amatucci. A portare i propri saluti Elvira Napoletano, Vice presidente APS “Avellino per il Mondo”. Sarà Giovanni Marino, presidente dell’associazione culturale “La casa di Giuseppe Casciaro” a relazionare su “Ebrei italiani e stranieri internati di Avellino”. Punto di partenza dell’incontro il libro “La libertà negata”, a partire dalla visita di alcuni studenti all’archivio di Stato con un dossier sugli internati militari italiani e racconterà la storia di un bambino di 9 anni vissuto ad Ospedaletto d’Alpinolo. Gianluca Amatucci – giornalista e scrittore ricostruirà il rapporto tra “La stampa italiana e la Shoah”, soffermandosi sui giornali irpini dell’epoca, sulla condizione degli ebrei in Italia prima e durante la seconda guerra mondiale fino al dopoguerra.
A Montella il premio Palatucci
Coltivare la memoria perchè le nuove generazioni possano comprendere il presente attraverso il passato. E’ l’idea da cui nasce il Premio intitolato alla memoria di Giovanni Palatucci, eroe della Shoah, che si concluderà il 27 gennaio, alle 10.30, nella sala consiliare, con la consegna del riconoscimento ai vincitori. A fare gli onori di casa il sindaco Rizieri Buonopane, l’assessore alla cultura Anna Dello Buono, la scrittrice Emanuela Sica, componente della giuria. A consegnare testimonianze, a esibirsi in performance musicali e a illustrare i lavori realizzati gli studenti dell’Ic Palatucci di Montella e dell’Istituto Superiore Rinaldo D’Aquino.
All’Angolo delle storie “Il bambino sull’albero” di Titti Marrone.
Sarà presentato il 30 gennaio, alle 18, all’Angolo delle storie, “Il bambino sull’albero”,  primo albo illustrato, pubblicato da Orecchio Acerbo, di Titti Marrone, una delle penne italiane più sensibili, accompagnata dalle illustrazioni di Daniela Vizzini. A dialogare con l’autrice Lisa Marra. Saranno presenti gli allievi di Puck Teatrè. Marrone consegna nel “Bambino sull’albero”, la storia di Julius, il più “difficile” tra i 25 bambini salvati dai lager e curati nelle loro ferite interiori dalla psicanalisi infantile ai suoi esordi.  Marrone ricostruisce la storia dei 25 bambini ebrei, di diverse nazionalità, deportati ad Auschwitz e poi salvati dagli alleati. Saranno accompagnati in una residenza, poco fuori Londra, a Lingfield, messa a disposizione di un facoltoso ebreo inglese e lì, grazie all’aiuto di una psicologa, Alice Goldberger, coadiuvata da Anna Freud, la figlia del dottor Sigmund, di cui era amica, cercheranno di restituire la loro vita a questi bambini. Julius è il più difficile, fa fatica a riprendersi dai traumi del lager, non smette di avere incubi, si rifugia su un albero perchè non si fida di nessuno, teme che il cibo sia avvelenato. Il processo di rinascita sarà lungo ma a poco, a poco Julius comincerà a dimenticare l’orrore grazie alla condivisione, alla musica, al ballo, alla cura.
Carabinieri contro il nazifascismo, i martiri delle Fosse Ardeatine
Il 30 gennaio, alle 17.30, presso la sede dello Spi Cgil, sarà ricordato il sacrificio dei Carabinieri contro il nazifascismo con la presentazione dei libri di Mario Avagliano “L’uomo che arrestò Mussolini” e di Aldo Renzulli. Raffaele Aversa da Labico alle Fosse Ardeatine”. A portare i propri saluti Dario Meninno dello Spi Cgil, Alessandro De Palma, comandante Compagnia Carabinieri di Avellino, Daniela Esposito, presidente Anpi Cgil e  Gianni Marino dell’Officina Culturale “La casa di Giuseppe Casciaro”. L’incontro è promosso da Spi Cgil, Officina Casa di Giuseppe Casciaro e Anpi Cgil.

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