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“Speriamo che sia migliore”. Scambiandosi gli auguri per il nuovo anno questo auspicio è quantomeno d’obbligo. Sarà pure solo un modo di dire, ma fa bene all’animo che spera nel meglio. E’ infatti difficile affermare che l’anno che passa sia stato tra i migliori di quelli trascorsi. Certo, non sono mancati momenti positivi, ma sono stati rari e, comunque vissuti, con una terribile angoscia. L’incertezza su tutto ha avuto la meglio. Non solo per la guerra in Ucraina che, iniziata a febbraio, ha continuato a mietere vittime civili fino ad oggi e speriamo non fino a domani, o la pandemia di Covid che sembrava sconfitta e ora rialza la testa, ma anche per la turbolenza che accompagna il futuro del governo italiano la cui stabilità è sospesa ad un filo sottile, nonostante la buona volontà di Giorgia Meloni.

Che cosa augurarsi per l’entrante 2023? Anzitutto che tornino la pace laddove si combatte contro le aggressioni e le ingiustizie, in Iran come in Israele o nei paesi africani dove l’infanzia è negata e i bambini muoiono per fame e per sete. Che il virus maledetto del Covid-19 la smetta di diffondere paura, allungando la tristissima catena di morti. Non solo. E’ importante augurarsi che ci sia sempre maggiore cura per l’ambiente, rispetto della natura, avendo la consapevolezza della fragilità di questo nostro pianeta messo a dura prova da fenomeni speculativi e illeciti arricchimenti. E’ fortemente auspicabile che si ritrovi l’unità sostanziale contro il pericolo che propone il regionalismo differenziato, quell’autonomia che fomenta divisione e mira a spaccare il Paese. Che nel Mezzogiorno, grazie anche al sostegno europeo, la classe dirigente (o meglio quel poco che rimane) dimostri una capacità straordinaria per affrontare vecchi e nuovi problemi ancora irrisolti, magari guardando alle prospettive di sviluppo dei paesi del Mediterraneo, esportando ricerca e tecnologie avanzate.

Su tutto l’auspicio è di impegnarsi a tutti i livelli per il bene comune, superando litigiosità e meschinità nei comportamenti. Che il 2023 sia l’anno della responsabilità di fronte ai bisogni, dell’esercizio dei diritti, a partire da quello alla buona salute. A tutti voi lettori buon 2023.

di Gianni Festa

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