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Sperone, cava sequestrata, la società: nessun rifiuto pericoloso

Cava sequestrata, la società: nessun rifiuto pericoloso
Sperone – Ancora riflettori puntati sul sito della cava di Sperone al centro, alcuni giorni fa, di una articolata operazione dei militari del reparto operativo aeronavale di Napoli insieme a quelli del comando provinciale della Finanza di Avellino ed ai tecnici dell’Arpac e del Genio Civile, che ha messo la parola fine ad un’attività estrattiva completamente abusiva con il sequestro preventivo di circa 116.000 mq dove sono stati conferiti irregolarmente circa 3.000.000 di metri cubi di rifiuti da demolizione e costruzione. Infatti dopo il grido di allarme lanciato da Franco Vittoria che ritiene a questo punto necessario un intervento urgente teso a bonificare seriamente l’area in questione per porre fine, una volta per tutte, a questi scempi, e mandare via personaggi che senza scrupoli hanno violentato il territorio, scende in campo l’amministratore di Campania Ambiente e Inerti al fine, a suo dire, di riportare nel suo giusto ambito la vicenda in seguito alle notizie apparse in questi giorni.
“La società – si legge nella nota – è nella effettiva disponibilità dell’area al centro della vicenda dall’inizio del 2022 dove, come è noto, insiste sin dagli anni ‘70 una cava. Lo scopo di Campania Ambiente e Inerti – prosegue l’amministratore – è quello di provvedere alla riqualificazione ambientale del sito come comunicato per altro al Genio Civile di Avellino, tant’è che è stato già tempo dato incarico a tecnici qualificati di redigere apposito progetto di riqualificazione. Il materiale rinvenuto dalla Guardia di Finanza in occasione del sequestro di alcuni giorni fa è stato qualificato come rifiuto speciale non pericoloso costituito da inerti da costruzione e demolizione. Già in occasione del sequestro la nostra società ha fornito documentazione attestante che i predetti materiali non a sono rifiuti ma materia cosiddetta prima e seconda acquistati con regolare fattura da produttore munito di tutte le autorizzazioni ed accompagnati da marcatura cee e rapporto di prova, ovvero analisi chimiche. Con regolare scadenza – aggiunge l’amministratore di Campania Ambiente e Inerti – abbiamo fatto effettuare analisi dei materiali da laboratori specializzati. I materiali rinvenuti sono stati qualificati rifiuti speciali non pericolosi a seguito di solo esame visivo ed in assenza di alcuna analisi. Laddove la procura della Repubblica non dovesse procedere in tempi brevi a disporre accurati accertamenti, chiediamo in un’ottica di assoluta collaborazione e lealtà con gli inquirenti di essere autorizzati ad effettuare l’esame dei materiali. Inoltre – sostiene la società – i materiali rinvenuti ammontano a poche migliaia di metri cubi come sarà dimostrato nel corso delle indagini. Avendo come scopo prevalente della propria attività la riqualificazione ambientale nella assoluta convinzione di non aver posto in essere alcuna attività delittuosa siamo pronti a collaborare fattivamente con la magistratura nella quale poniamo piena fiducia”.

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