Primo incontro pubblico e primo progetto concreto sul tavolo della cabina di regia del nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (Ptcp): si tratta del progetto di un nuovo tratto ferroviario di sette chilometri da costruire tra Baiano e Avellino (nella zona dell’ospedale). Un tratto ferroviario che prevede un piccolo traforo del Monte Partenio di circa un chilometro e mezzo: un sacrificio necessario ad interrompere l’isolamento del capoluogo e a creare un collegamento diretto (e veloce) con Napoli.
Il progetto è stato presentato questa mattina al carcere Borbonico, in occasione della prima uscita pubblica della cabina di regia della Provincia, che ha visto in platea associazioni e sindacati provinciali, per recepire indirizzi e proposte da inserire nel nuovo Ptcp. Ad illustrare il progetto dell’Ance Avellino è stato l’architetto Mauro Smith: “Fino ad oggi – ha detto Smith – la Regione ha privilegiato, con mirati finanziamenti, le zone costiere, penalizzando di fatto progetti anche ventennali che arrivavano dalla provincia di Avellino e dalle altre zone interne della Campania”. La speranza è che con la nuova guida della Regione (Roberto Fico al posto di Vincenzo De Luca) si registri finalmente un cambio di passo.
Nel frattempo cerchiamo di capire di cosa parla questo progetto da un miliardo di euro che l’Ance Avellino (in sala si è visto il presidente Silvio Sarno) mette a disposizione delle istituzioni. “Anche qui, questa mattina, i componenti della cabina di regia della Provincia, hanno toccato il tasto dolente dello spopolamento delle aree interne – ha detto Smith -. E’ una questione che si trascina da molti anni, ma in pochi si sono interrogati su dove vanno questi ragazzi che emigrano: generalmente vanno in aree ricche di infrastrutture. Ed è proprio questa la nostra idea: realizzare una vasta area infrastrutturale che connetta Avellino all’Alta Velocità di Afragola e poi alla stazione di Napoli Centrale. E’ un progetto che guarda alle aree interne, proponendo un’infrastruttura capace di tirare fuori Avellino da questo isolamento e la renda un polo più dinamico e centrale”.
AVELLINO PERNO DI UNA GRANDE METROPOLITANA REGIONALE
“L’infrastruttura – ha spiegato Smith – è pensata come se fosse il frammento di una metropolitana regionale. E’ un dato di fatto che le città dotate di questo tipo di collegamenti con l’Alta Velocità registrano un evidente incremento del Pil, tale da ripagare in pochi anni i costi dell’infrastrutturazione. Un teorema del resto già dimostrato in Francia e in Germania. L’unica sfida che può sostenere il Sud è la connessione con le infrastrutture. Di questo parla il nostro progetto: una metropolitana sostanzialmente regionale che metta in relazione diretta Avellino con l’Alta Velocità. Avellino che ad oggi è l’unica città capoluogo ancora isolata da questo tipo di collegamenti. Il grande corridoio ferroviario scandinavo-mediterraneo attraversa tutta l’Italia, fino alla Sicilia, va anche a Bari, ma passa nella valle a fianco alla nostra Irpinia. La nostra idea è quella di connettere questi poli e di integrare le reti già esistenti”.
IL NUOVO PERCORSO. TRE FERMATE TRA BAIANO, MERCOGLIANO E AVELLINO OSPEDALE
Partendo da Napoli, la tratta già esistente viaggia per circa 15 chilometri verso l’Irpinia: l‘idea dell’Ance è quella di realizzare una bretella all’altezza di Nola (che potrebbe servire anche l’interporto di Nola) e immettersi sulla Cancello-Sarnò già esistente. Con un’altra piccola bretella ci si immette nel tratto già esistente della Vesuviana che collega il territorio del Nolano con il Baianese. Il progetto è quello di riqualificare questo tratto, scollegandolo dalla Circumvesuviana e portandolo ad uno scartamento ordinario Rfi, arrivando finalmente a riconnettere anche Baiano, Avella e tutti i comuni del Mandamento. Qui partirebbe quindi l‘unico tratto ferroviario nuovo: un collegamento di 7 chilometri fino al Monte Partenio, dove tramite una galleria di 1,5 chilometri, si continua fino a giungere ad Avellino centrale, per un totale di tre fermate: Baiano, Mercogliano e Avellino Ospedale.
LA CHIUSURA DEL CERCHIO
La proposta si completa infine con un secondo pezzo, una secondo tratto che risale dalla stazione di Avellino Centrale (a Borgo Ferrovia) di nuovo verso il Baianese, passando dall’altro lato del capoluogo sfruttando non più la rete ferrata ma una nuova tecnologia ‘leggera’, con un tram a scartamento ordinario, che renda così raggiungibile il Centro da ogni punto della città in 5-10 minuti: ogni fermata potrebbe prevedere un punto implementazioni di elementi di sostenibilità, ricariche elettriche, bike sharing… “Tutto questo – ha concluso Smith – potrebbe offrire spunti di sviluppo per la città e farla diventare un’alternativa di grande vivibilità a Napoli, in un panorama che vede le piccole e le medie città superare per qualità della vita le grandi città”.
PTCP, IL TOUR DI ASCOLTO DELLA CABINA DI REGIA PROSEGUE
Quello di questa mattina al carcere borbonico è stato solo il primo degli incontri di ascolto che terrà la cabina di regia del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Avellino. Il tour prevede tappe in tutta l’Irpinia. Al lavoro, nella cabina di regia guidata dal presidente della Provincia Rizieri Buonopane, ci sono: il capo di gabinetto Franco Addeo, il consigliere delegato Gabriele Buonanno, la dirigente provinciale del Terzo Settore Giuseppina Cerchia e il responsabile del Servizio Pianificazione Territoriale Antonio Pellegrino; affiancati dal Gruppo tecnico di coordinamento, composto dall’ingegnere Vincenzo Belgiorno, dal professore Roberto Dell’Anno e dall’ingegnere Roberto Gerundo (coordinatore).




