Le comunità irpine si stringono con affetto al Venezuela, colpito la settimana scorsa della tragedia del terremoto che ha colpito quella Nazione ed ha causato quasi duemila morti. Anche il Comune di Fontanarosa si unisce al lutto per la tragedia che sta attraversando il popolo venezuelano. E’ lo stesso sindaco, Giuseppe Pescatore, a farsi portavoce insieme alla sua amministrazione comunale. E rivolgendosi ai cittadini ricorda il profondo legame che lega Fontanarosa e Caracas. Dal paese della valle del Calore, infatti, sin dai primi anni del secolo scorso, sono partiti con tante speranze e pochi bagagli tanti giovani in cerca di lavoro.
“Una storia che unisce – ha detto il primo cittadino -. Le radici della nostra comunità sono strettamente legate alle vicende venezuelane”. Quel Paese sudamericano “ha accolto, con rispetto, numerosissimi figli di Fontanarosa. E chi è emigrato in Venezuela ha contribuito alla crescita di una terra tanto ricca quanto complessa”. Quindi Pescatore, nel messaggio al popolo venezuelano, rivolge un pensiero “a familiari, amici e conoscenti che stanno vivendo una tragedia che, il popolo irpino, conosce bene, per il terremoto che nel 1980 devasto’ la nostra provincia”. “Un dolore che ci unisce – scrive ancora Pescatore -. Attraverso la solidarietà spero che, anche il popolo venezuelano, possa trovare la forza di rialzarsi”.
La nota, firmata dal sindaco e dall’amministrazione comunale di Fontanarosa, si conclude con una citazione di Haruki Murakami, scrittore giapponese: “Il nostro cuore non è fatto di pietra. La pietra a un certo punto può andare in frantumi, sbriciolarsi, perdere ogni forma. Ma il cuore non può andare in frantumi. E questa cosa senza forma che ci portiamo dentro, buona o cattiva che sia, possiamo trasmetterla gli uni agli altri senza limiti”.



