di Rosa Bianco
C’è una musica che non si limita a essere ascoltata, ma che chiede di essere vissuta, condivisa, amata. È questa la cifra poetica e culturale che da trent’anni contraddistingue l’attività dell’Associazione Igor Stravinsky, storica realtà musicale irpina che domenica 8 febbraio 2026, alle ore 17.15, inaugura nella Sala delle Arti di Manocalzati (Via Provinciale 89, a pochi metri da Progress) la nuova edizione della rassegna “Innamorati della Musica”, uno degli appuntamenti più attesi e longevi del panorama musicale campano.
L’edizione 2026 non è una stagione come le altre: segna infatti il 30° anniversario dell’Associazione, fondata e guidata con rigore artistico e passione civile dalla pianista Nadia Testa, anima e motore di un progetto culturale che ha saputo coniugare alta divulgazione musicale, sperimentazione e apertura interdisciplinare. Un traguardo importante, celebrato con un fitto calendario Inverno/Primavera che propone undici appuntamenti tra febbraio e giugno, tutti ospitati nella Sala delle Arti, spazio ormai riconosciuto come presidio di cultura e ascolto consapevole sul territorio.
“Innamorati della Musica” è, da sempre, molto più di una rassegna concertistica. È un laboratorio di idee, un luogo d’incontro tra le arti, una palestra di curiosità per appassionati e neofiti della musica colta. Anche quest’anno, accanto ai concerti, torna l’originale format, dall’ accattivante titolo “The per te”, cifra identitaria della Stravinsky: momenti informali di dialogo tra pubblico, musicisti e protagonisti della scena culturale davanti a una tazza di tè, per proseguire l’esperienza dell’ascolto attraverso la parola, il racconto, il confronto. “The per te” sarà sia nella sua formula tradizionale post-concerto, sia in versione open concert, con incursioni nel mondo dell’arte figurativa, del giornalismo, della scrittura e della storia dell’arte.
Non mancheranno, nel programma, appuntamenti dedicati a grandi anniversari: Giuseppe Verdi, Manuel de Falla e San Francesco d’Assisi saranno celebrati attraverso percorsi musicali e narrativi che intrecciano memoria, spiritualità e modernità.
Ad aprire ufficialmente la rassegna, domenica 8 febbraio, sarà un evento dal forte valore simbolico e performativo: “Haro no humi… Percussioni dall’Oriente all’America”, preceduto dalla tradizionale cerimonia giapponese del tè, rito antico che introduce il pubblico a una dimensione di ascolto lenta, consapevole, quasi meditativa. Sul palco il Quartetto Enarxis, formazione composta dai giovani percussionisti Martina D’Onofrio, Francesco Romano, Giuseppe Alfieri e Alessandro Ruggiero, tutti allievi del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino sotto la guida dei maestri Gennaro Damiano, Marcello Buonomo e Andrea Bini.
Il nome Enarxis, che richiama il concetto di inizio, di incipit, è già una dichiarazione d’intenti: il “battere” come gesto originario che dà forma al suono e ne orienta il destino. Il quartetto nasce dall’incontro di quattro percorsi artistici differenti e dall’esigenza condivisa di esplorare l’universo percussivo nelle sue infinite possibilità timbriche, attraversando repertori che vanno dalle avanguardie del primo Novecento alla musica contemporanea. Vibrafono, marimba e rullante diventano così strumenti narrativi di un viaggio sonoro non convenzionale, capace di superare i confini della tradizione concertistica e di offrire al pubblico un’esperienza di ascolto nuova, sorprendente, profondamente coinvolgente.
L’intera rassegna conferma la vocazione interdisciplinare dell’Associazione Stravinsky, con appuntamenti che vedranno protagonisti, insieme ai musicisti, scrittori, pittori, intellettuali, storici dell’arte e giornalisti, come Ilde Rampino, Gennaro Vallifuoco, Gennaro Iannarone, Fiorentino Vecchiarelli, Luca Abete, Rosa Bianco, Gigi Marzullo in un dialogo continuo tra suono, immagine e parola.
La direzione artistica è affidata a Nadia Testa, mentre marketing e comunicazione sono curati da Michele Aquino, a conferma di una struttura organizzativa solida e coerente con l’ambizione culturale del progetto.
L’Associazione Igor Stravinsky rinnova il suo patto con il pubblico: rendere la musica colta capace di far innamorare. Trent’anni dopo, la scommessa è vinta. E la musica, ancora una volta, è pronta a parlare al cuore.
AUGURI PER I TRENTA ANNI DI ATTIVITÀ ALL’ASSOCIAZIONE IGOR STRAVINSKY DA TUTTA LA REDAZIONE DEL CORRIERE DELL ‘IRPINIA!

