In un mondo, quello del vino, che misura il tempo in secoli, dinastie e genealogie, trent’anni possono sembrare un soffio.
Eppure, in Irpinia, trent’anni possono bastare per costruire un’identità solida, riconoscibile, capace di parlare al mondo senza mai smettere di ascoltare la propria terra.
Domani 26 gennaio 2026 Villa Raiano spegne trenta candeline. Lo fa come ha sempre vissuto: intrecciando visione e radici, persone e territorio. E numeri che non sono mai solo numeri, ma chiavi di lettura di una storia autentica.
Dieci piatti di pasta della tradizione campana accompagneranno la serata, preparati dallo chef Claudio Marcelo Ruiz di Villa Raiano Eventi. Venti vini guideranno gli ospiti attraverso le molteplici anime produttive dell’azienda, dalle origini più intime ai progetti che ne hanno segnato l’evoluzione. Trenta anni, infine, saranno il filo conduttore: quelli di un’avventura familiare iniziata quasi per gioco nel 1996, negli spazi dell’antico oleificio di famiglia, e diventata oggi una delle realtà più dinamiche e riconosciute del panorama vitivinicolo campano.
Villa Raiano nasce in un momento cruciale per il vino irpino, quando nuove aziende iniziano a riscrivere il destino di un territorio rimasto a lungo sottotraccia. Fin dall’inizio la famiglia Basso sceglie una strada netta: interpretare l’Irpinia con uno sguardo originale, senza mai tradirne l’anima. Prima i rossi, poi – con una scelta allora controcorrente – la grande scommessa sui bianchi, fino ai vini da singola vigna che mettono il terroir al centro del racconto.
La dinamicità, parola chiave di questa storia, non è mai stata un esercizio di stile. È passata dalle vigne – oggi 30 ettari di proprietà, tutti condotti in biologico – alla cantina, dai mercati internazionali all’ingresso della nuova generazione nel 2018. Un’evoluzione continua, guidata da tre principi rimasti intatti nel tempo: investire in Irpinia, produrre vini solo da uve irpine, raccontare l’Irpinia al mondo attraverso ogni bottiglia.
La serata del 26 gennaio non sarà soltanto una celebrazione. Sarà un racconto condiviso, fatto di sapori, calici e memoria. Perché se è vero che il vino ha bisogno di tempo, Villa Raiano dimostra che è il modo in cui lo si attraversa a fare davvero la differenza.
E trent’anni, quando sono vissuti così, non sono un traguardo: sono un nuovo punto di partenza.



