Ha vinto la democrazia che riceve dalla partecipazione popolare il compito di difendere la Costituzione. Il dato straordinario è quello dei giovani che, smentendo il luogo comune della loro indifferenza verso la politica, sono scesi in campo contribuendo notevolmente al successo del NO. Giovani che hanno sete di verità e giustizia, che sperano che la vittoria referendaria sia solo un primo passo per mettere mano a quei contenuti appena sfiorati nel dibattito della vigilia. Che la giustizia necessiti di una riforma non v’è dubbio, ma questa non può essere attuata con colpi di mano o per secondi fini. Il NO è anche la vittoria del Procuratore di Napoli, Gratteri, che in questa campagna elettorale è stato massacrato con giudizi sferzanti, molto spesso al di sopra delle righe. Il NO non è solo la vittoria dei partiti politici del centrosinistra che si sono spesi fino allo stremo, ma di quella società civile spesso invisibile che non si è fatta spaventare dalle intimidazioni dei partiti di governo.
“Sono contento di questa vittoria e penso che sia una vittoria che, come quella della lotta partigiana o quella del referendum con pochissimo margine fra monarchia e Repubblica, sia una vittoria non per noi, ma una vittoria per tutti, anche per quelli del Sì, come è stato allora, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti nel lungo periodo saranno contenti che abbia vinto il NO”, ha detto a caldo, commentando il risultato, Giovanni Bachelet, presidente del Comitato ‘Società civile per il No nel referendum’. Aggiungendo che “la battaglia è stata per la difesa dell’autonomia e l’indipendenza della magistratura, e anche dell’onore della magistratura che, insieme alle forze dell’ordine e alla stampa libera, è uno dei pilastri, uno dei poteri indipendenti che garantisce la nostra vita democratica”.
La vittoria del NO è soprattutto un segnale al governo di centrodestra e un quasi avviso di sfratto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, al contrario del suo tradizionale bon ton, si è spesa per il Sì determinando una mobilitazione massiccia, anche se, prevedendo l’insuccesso, aveva messo al riparo il suo ruolo istituzionale.


