Un luogo recuperato diventa racconto di tempo, lavoro e identità flegrea.
Per mezzo secolo ha conservato acqua. Da dieci anni conserva memoria. A Bacoli, nel cuore dei Campi Flegrei, un ex serbatoio idrico comunale costruito nella prima metà del Novecento è diventato ristorante e cocktail bar. Borgo 50 compie dieci anni e lo fa senza retorica, affidandosi al racconto di un luogo e del lavoro che lo attraversa.
L’edificio, ispirato al vicino Castello aragonese e da sempre conosciuto come “il castelletto”, è stato a lungo una presenza silenziosa nel paesaggio flegreo. Dal 2016 è tornato a vivere grazie a una riconversione che ne ha rispettato identità e contesto.
Oggi Borgo 50 è una struttura raccolta: una sala interna di circa quaranta coperti, una piccola saletta privata ricavata all’interno di una torre e un giardino esterno affacciato sul cratere dei Fondi di Baia e sui porti di Baia e Miseno. Nelle stagioni più miti, lo spazio all’aperto diventa luogo di convivialità per cene e aperitivi. La gestione è familiare: i fratelli Erasmo e Rosario Mazzella portano avanti il progetto avviato dal padre Ferdinando.
La cena stampa del 16 gennaio 2026, organizzata per celebrare l’anniversario, ha scelto un percorso costruito su ingredienti e riferimenti territoriali, evitando formule celebrative. L’aperitivo ha aperto la serata con friarielli, tonno e pomodoro campano, dichiarando fin da subito una linea essenziale e riconoscibile.

La proposta beverage è curata da Giuseppe Tufano, Bar Manager con una formazione internazionale maturata tra Londra, Stati Uniti e Caraibi, rientrato in Campania dopo anni all’estero. A Borgo 50 la sua miscelazione lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità locale. Il Nerone’s Garden, cocktail di benvenuto, si ispira idealmente ai giardini e alle ville imperiali di Baia, richiamando profumi agrumati e una freschezza luminosa, senza effetti spettacolari.

In cucina opera Giuseppe Esposito, chef cresciuto professionalmente all’interno della stessa struttura. Entrato giovanissimo come lavapiatti, ha costruito il proprio percorso con formazione continua e affiancamenti importanti. La sua cucina privilegia pochi ingredienti e preparazioni essenziali. Il menu della serata ha proposto crudi di mare, seguiti da una pasta mista con crema di cicerchie e frutti di mare e da un mezzo zito spezzato con genovese di polpessa.
Il percorso si è chiuso con dessert semplici e una proposta simbolica dedicata ai dieci anni di attività. Nessun esercizio nostalgico, ma uno sguardo coerente su ciò che Borgo 50 è diventato nel tempo.
In un’area come quella flegrea, dove il tempo è stratificato e instabile, arrivare a dieci anni di attività non è solo una ricorrenza, ma una misura di continuità, lavoro e relazione con il territorio.





