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Chissà se il premier Draghi riuscirà fra oggi e domani, con il suo discorso alle Camere, a far rientrare i primi mugugni – già diffusi nei e tra i partiti – seguiti alla nascita del nuovo governo. Dopo i (quasi) unanimi peana a S.Mario dei primi giorni, qualche distinguo già non si é fatto attendere. Così come il record del ministro leghista Garavaglia che, a meno di 48 ore dal giuramento, ha già attaccato il suo governo sulla mancata riapertura degli impianti da sci! Insomma, quella di Draghi non sarà certo una passeggiata. La nostra storia repubblicana è stata sempre ricca di imprevisti politici. Di cambiamenti di formule. Di svolte e di giravolte. Tuttavia, mai si era assistito ad una legislatura come quella attuale. Essa ha visto imprevedibili colpi di scena, inenarrabili sguaiatezze, irresponsabili improvvisazioni. Destinati ad arricchire di sempre nuovo materiale il più deteriore gossip parlamentare. Fino al tumultuoso susseguirsi di esecutivi dei colori più diversi. Addirittura opposti. Con ministri improbabili, talvolta incompetenti o inadeguati. Protagonisti di incredibili gaffe. Di insopportabili gare fra primedonne. Di scandalose, ostentate concorrenzialità tra alleati. Di inammissibili richieste di pieni poteri. Di voltafaccia clamorosi.

L’avvento sul proscenio politico di Draghi e del suo esecutivo sembra ora aver segnato, con tutto questo, una ampia cesura. Il premier incaricato irrintracciabile mentre approntava programma e squadra di governo da solo (ma in contatto telefonico con il Quirinale da una isolata Caserma dei Carabinieri). La cerimonia quanto mai sobria del giuramento dei ministri. Il loro allontanamento alla spicciolata in auto, senza alcuna dichiarazione, al termine del primo Consiglio dei Ministri. Tutto ciò ha relegato le scomposte corse, soprattutto dei Salvini e dei Di Maio verso i microfoni dei cronisti, nella valigia dei ricordi da dimenticare. Eppure sono trascorsi appena tre anni della nostra storia! Tuttavia i profondi cambiamenti di stile e di sostanza che si vanno delineando, sembrano segnare il tramonto di un’era geopolitica. Era il 2018, quando le elezioni del 4 marzo segnarono il successo, con il livello più alto mai raggiunto nei loro consensi dalla Lega e dal M5S (record ineguagliato finora e forse tale anche per il futuro). Contro le dichiarazioni fatte in campagna elettorale, quando si erano proclamati alternativi, i due contendenti si ritrovarono alleati di governo. E fu l’esecutivo Conte 1, altrimenti chiamato giallo-verde. Fondato sul famigerato contratto di governo. Esso, lungi però dall’essere un’intesa sulle cose condivise dalle due forze contraenti, era solo un labile elenco di alcuni degli obbiettivi che stavano a cuore a ciascuna di esse. Già questa scelta conteneva i germi dei disaccordi che avrebbero minato alla radice la già complicata convivenza tra Lega e M5S. Segnata infine anche dalla estrema concorrenza personale tra l’allora capo politico Di Maio e il capitone leghista. Gaffe e pericolose forzature costituiscono oggi solo una antologia tra l’umoristico e lo horror. Testimonianza di una epoca sperabilmente ormai lontana. Resteranno infatti fra le “memorabilia” la richiesta dei pieni poteri da parte del leader leghista. O i suoi improbabili affidamenti dell’Italia alla Madonna. Così come la richiesta di Di Maio per l’impeachment di Mattarella. L’indegna gazzarra sul balcone di palazzo Chigi sulla soglia di sforamento del debito. Le ridicole affermazioni sulla abolizione della povertà.

Ora l’esecutivo Draghi (con pochi ministri del Mezzogiorno, purtroppo) sì è avviato. E il suo cammino non sarà rose e fiori! Piuttosto, una spedizione in una giungla politica infida come un campo minato. E speriamo che non si trasformi addirittura in una Via Crucis! Benchè salutato come un governo di legislatura, quello che sta per ottenere la fiducia potrebbe non durare fino alla scadenza. Nel semestre bianco che precede la elezione del nuovo Presidente della Repubblica (gen. 2022), non sarà più possibile sciogliere le Camere. E, con i partiti pronti di nuovo a dividersi, i giochi per palazzo Chigi potrebbero riaprirsi per l’ennesima volta prima del previsto, in questa incredibile legislatura!

di Erio Matteo

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