Martedì, 26 Maggio 2026
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La vittoria di Pizza raccontata dai social, dal desiderio di cambiamento della città alla speranza che sia davvero l’inizio di una stagione politica nuova

Sono i social a restituire le emozioni della città all’indomani dell’elezione di Pizza, dai commenti dei leader politici a quelli di cittadini e associazioni. Dal desiderio di cambiamento della città alla speranza che sia davvero l’inizio di una stagione politica differente
Il capogruppo del Pd alla Regione Maurizio Petracca parla della necessità di voltare pagina per la città “Ad Avellino serve aria nuova. Serve finalmente normalità. Avellino ha bisogno della sobrietà di Nello. Avellino ha scelto questo stile, questo approccio, questo modo di intendere il proprio ruolo nelle istituzioni. E’ stata una vittoria straordinaria per semplicità e garbo. Lasciatemi segnalare il grande risultato raggiunto dal Partito Democratico che si conferma il primo partito in città, sfiorando il 21% dei voti, con un ampio margine di crescita rispetto ai precedenti turni elettorali. Un grazie di cuore a tutti i candidati che tanto si sono spesi in questi giorni. Congratulazioni agli eletti. Li attende una sfida impegnativa, ma entusiasmante. Nello, non avere dubbi: sarai all’altezza di questo compito che gli avellinesi hanno voluto affidarti. Perché sei una persona perbene. Lo farai con quella pacatezza e quella affabilità che così tanto affetto ti hanno fatto registrare in queste settimane di campagna elettorale. Sei il sindaco di cui Avellino ha bisogno”. 
Roberto Montefusco di Sinistra Italiana non ha dubbi “Avellino si è espressa con chiarezza. Ha voluto voltare pagina, ha voluto scrivere “tutta “n’ ata storia” affidando al campo progressista e a Nello Pizza la guida della città.
Si chiude un ciclo di governo che ha consegnato ad Avellino solo macerie, con un giudizio chiarissimo che il voto esprime sui protagonisti di questi anni. A Nello Pizza starà la responsabilità di corrispondere alla speranza che la città gli affida, e sono convinto che ce la farà. Avellino città pubblica ha dato un contributo prezioso, determinante, per scrivere una nuova pagina di storia. Consapevoli che i percorsi, le biografie, le idee delle donne e degli uomini che l’ hanno animata sono un patrimonio inestimabile per la nostra città”
Tiziana Guidi, candidata dei 5 Stelle,  parla di un vento nuovo che sta spirando “Il M5S entrerà in Consiglio comunale con 3 Consiglieri. Il vento è cambiato ed è quel che conta. Ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto. Ringrazio gli avellinesi che sono andati a votare. Confido in un’ amministrazione che sappia coinvolgere e far tornare alla partecipazione anche chi non l’ha fatto”.
Stefano Iannillo dell’Arci parla di “Una città che si è svegliata e si è sentita finalmente normale, libera, in grado di poter progettare il proprio futuro e il proprio presente. Una città che ha bisogno prima di tutto di cura dopo anni di violenze, di strappi, di scuciture, di rancore e rabbia. Una città che ritrova un sindaco giusto, onesto e trasparente: un sindaco “buono per la città” e per le cose che ci saranno da fare. Un consiglio comunale e una politica cittadina che ritrova una sinistra al 7,41% con tre consiglieri comunali eletti. Una sinistra che si è riconosciuta nelle parole d’ordine “Avellino Città Pubblica” e che ha dimostrato che l’apertura alla società civile, alle associazioni, al volontariato quando non scade nel rifiuto del “politico” può portare risultati importanti e incoraggianti per il futuro”.
A parlare della speranza di un rinnovamento autentico l’avvocato Rita Cesta “Che questo sia un momento di rinnovazione Mi auguro che questa città non faccia passi indietro e che finalmente si sia messa alle spalle ed abbia archiviato un passato davvero per alcuni versi imbarazzante. In bocca al lupo agli eletti consiglieri che spero tengano sempre presente che rappresentano noi e soprattutto le nostre esigenze”.
L’architetto Luca Battista spiega come la vera prova arriverà dai fatti: “La grande partecipazione al voto —pari al 70% — racconta molto più di un semplice dato elettorale. Racconta una città che, pur tra sfiducia, stanchezza e frammentazione, ha voluto evitare il rischio più pericoloso: quello dell’immobilismo. I cittadini avellinesi sembrano aver espresso con chiarezza la volontà di non restare un minuto in più senza un sindaco e di non consegnare ancora Avellino ad una gestione commissariale. Per sua natura, il commissariamento rappresenta quasi sempre una condizione di amministrazione ordinaria, prudenza burocratica, assenza di visione strategica e rinvio delle scelte strutturali.
Un ulteriore prolungamento della campagna elettorale, anche di un solo giorno, avrebbe probabilmente prodotto un effetto devastante sulla già fragile fiducia collettiva verso la politica e la capacità delle istituzioni di costruire futuro. Ora però termina il tempo delle ambiguità. La campagna elettorale che ha portato all’affermazione di Nello Pizza è stata ampia, articolata nelle varie anime politiche e tra le varie correnti, forse anche contraddittoria:
il bianco e il nero, il sì e il no, il “più” e il “meno”, nel classico equilibrio del “ma anche” che storicamente accompagna le coalizioni di centrosinistra a guida PD. Ma governare non significa tenere insieme tutto.
Governare significa soprattutto scegliere. Ecco perché i veri segnali politici arriveranno nei primi 100 giorni della nuova amministrazione. Non conteranno le dichiarazioni. Conteranno le delibere. Conteranno gli atti concreti.
Conteranno le priorità. Servono immediatamente: una visione urbana chiara; un programma strutturato;
una strategia ambientale e territoriale; politiche per giovani, mobilità e rigenerazione; una nuova idea di città contemporanea. I primi provvedimenti della Giunta e del Consiglio Comunale dovranno diventare veri e propri progetti fondativi dell’Avellino al 2031. Poche delibere di giunta , ratificate poi dal consiglio comunale , su cinque settori chiave che dovranno essere guide operative con dati, numeri, indicatori, strategie, step di controllo e monitoraggio. Perché una città non cambia con la semplice gestione dell’esistente. Cambia quando decide finalmente dove vuole andare”
Antonio Dello Iaco di Legambiente sottolinea come “Una coalizione larga, mista e complessa ha mandato a casa due amministrazioni simbolo del disorientamento e delle spaccature subite dalla città di Avellino in questi anni.
I cittadini e le cittadine hanno dimostrato che Avellino non vuole fronzoli e polvere negli occhi ma servizi, rappresentanza e serietà. A Nello Pizza l’arduo compito di lavorare per questo e di non deludere le aspettative della città. Oggi si festeggia. Dopo essere stati chiamati rosiconi ed essere stati cacciati dal consiglio comunale, potete chiamarci anche vincitori e ammettere la sconfitta”.
Livio Borriello pone l’accento sulla sfida a cui è chiamata quest’amministrazione di tagliare col passato “la bella vittoria di Nello Pizza, andando al di là della sommatoria dei voti di appartenenza, rappresenta inequivocamente uno scarto dalla grossolanità, ambiguità e demagogismo delle ultime amministrazioni. personalmente mi auguro però che nel contesto del campo largo segni anche un distacco dalla politica precedente, da cui Pizza sostanzialmente proviene. Avellino è stata per molti anni la capitale italiana della subpolitica, della politica come trama di potere, sostenuta dal clientelismo, dallo sfruttamento delle enormi risorse affluite col terremoto, e da un provinciale e territoriale sciovinismo, che hanno portato sulla scena nazionale una cordata di ambiziosi politicanti e tressettisti di paese, spacciati per sommi statisti”.
A rivolgere i suoi auguri a Nello Pizza, nuovo sindaco di Avellino anche Giovanni D’Ercole, esponente della destra avellinese: “Non l’ho votato, ma lo conosco da sempre e ne apprezzo le qualità umane e politiche, che spero la sua coalizione gli consentirà di mettere in campo per il bene della nostra Città. Nello ha vinto – lui capirà l’ironia sottesa a questa constatazione – nelle elezioni in cui il centrodestra ha sostanzialmente scelto di non presentarsi, portando pezzi di quell’elettorato a votare, paradossalmente, per il candidato del cosiddetto campo largo. E Nello ha vinto perché, con la sagacia di chi è nato nelle aule di tribunale, ha saputo parlare a quell’elettorato o, quantomeno, ha saputo non rintuzzarlo, accarezzandolo docilmente: milletrecento voti gli hanno consegnato una storica vittoria al primo turno e, tra quelli, tanti provengono da mondi che conosco bene. Auguri Nello, auguri Avellino”

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