Di Massimo Passaro*
Questa campagna elettorale regionale si caratterizza per i molteplici inviti che mi sono stati rivolti, sia alla mia persona che al gruppo con cui quotidianamente opero sul territorio di Avellino. Non nascondo di aver riflettuto sulla possibilità di una candidatura, ma ritengo che la storia e la tradizione personale debbano sempre prevalere sulle convenienze del momento, così come deve prevalere la decisione condivisa del gruppo di lavoro che, con coerenza, continua a impegnarsi ogni giorno nella difesa di un territorio oggi martoriato da anni di cattiva amministrazione politica.
Per me è una decisione che va presa con il gruppo. Quel gruppo che ha sostenuto e continua a sostenere la mia persona; un gruppo fatto di donne e uomini con valori diversi, idee diverse, provenienze differenti, ma uniti da un principio comune: la tutela dell’interesse collettivo e la promozione della buona politica.
Ritengo che questo gruppo vada preservato e tutelato, perché i cittadini in movimento e la mia persona non rappresentano un interesse del momento, ma un progetto di lungo respiro, fondato sulla serietà, sulla partecipazione e sulla responsabilità.
Perché noi avremo tanti pregi e anche qualche difetto, ma il nostro pregio più grande è quello di rispettare la parola data.
Poi, spesso, quella parola non ci viene restituita.
Ma noi continuiamo a rispettare Avellino, a rispettare la sua gente, a rispettare tutti quegli studenti che ogni giorno mi seguono sui miei canali social, sul mio TikTok, perché iniziano a scoprire una città che non conoscevano, ma riescono a intravedere anche delle prospettive nuove, quelle che nessuno aveva mai raccontato loro.
Ed è anche per loro che la nostra scelta è di coerenza e di dignità.
Chi propone una candidatura alla mia persona o al mio gruppo deve comprendere che con noi è possibile espletare solo un lavoro fatto di buona politica, di visione, di progetto, con l’obiettivo di costruire una città e una regione nuove, capaci finalmente di voltare pagina.
Ed è proprio questa convinzione, questa idea di politica come servizio e non come ambizione personale, a rappresentare le ragioni profonde della mia non-candidatura.
La mia tradizione personale, indipendente da logiche di partito, mi ha visto restare distante da battaglie che non avrei sentito mie, né avrebbero rappresentato i valori in cui credo. Tuttavia, lo scenario attuale dei candidati è imbarazzante — non per le persone in sé, ma per le scelte compiute da alcuni partiti.
* Cittadini in Movimento


