Uniamoci per l’acqua replica alle parole di Bonavitacola e Piantedosi, chiedendo di passare all’azione “Ieri due autorevoli esponenti istituzionali hanno parlato della crisi idrica irpina. Vincenzo Bonavitacola, vicepresidente della Regione Campania, ha dichiarato che senza l’intervento regionale oggi probabilmente l’Alto Calore sarebbe un ricordo. Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno, ha ribadito che ‘l’emergenza idrica è paradossale, non sono mancati i fondi ma la programmazione.”
La nostra risposta è che se i rubinetti restano asciutti, il “tantissimo” della Regione non basta. Il compito delle istituzioni non è vantarsi, ma garantire un diritto fondamentale: l’acqua nelle case dei cittadini.
Da Piantedosi riceviamo sempre le stesse parole, mai un atto. Da un anno il Ministro ripete il ritornello: “paradosso” e “mancata programmazione”. Lo disse al G7 in Irpinia, lo ha ripetuto a Pietrastornina, lo ripete ovunque. Ma il Governo che fa?
– Nessuna delibera di stato di emergenza nazionale per Irpinia e Sannio.
– Nessun commissario straordinario dedicato alla crisi idrica del nostro territorio.
– Nessun piano di rifacimento reti varato a livello centrale.
Limitarsi a scaricare colpe sulla Regione non basta: Piantedosi è Ministro dell’Interno e il Governo deve assumersi le proprie responsabilità.
Il Governo: atti in Parlamento, zero euro ai territori.
– Il 20 dicembre 2024 la Camera ha approvato un Ordine del Giorno (Rotondi, Ricciardi, altri) che impegnava il Governo a sostenere la riqualificazione delle reti idriche in Irpinia. Nessun seguito, nessun euro stanziato.
– Il 27 settembre 2024 in Aula è stata discussa un’interpellanza urgente del deputato Toni Ricciardi. La risposta del Governo? Solo 9,8 milioni per Avellino su 663 milioni complessivi: una goccia nel mare, un’aspirina per un malato terminale.
Contraddizione sulla gestione pubblica.
La Regione difende a parole l’acqua pubblica, ma intanto ha affidato il 49% delle reti adduttrici a privati, aprendo la porta a logiche di profitto su un bene essenziale.
Cosa significa davvero fare “tantissimo”.
– Dichiarare lo stato di emergenza nazionale.
– Portare la questione a Roma e ottenere fondi straordinari vincolati solo a reti e dispersioni.
– Cantierare subito i lavori con cronoprogrammi e trasparenza totale.
– Sostenere i cittadini nell’immediato con bonus per serbatoi e misure di sopravvivenza”
Si sottolinea come “la crisi idrica si aggrava ogni giorno. La Regione si autoassolve, il Ministro ripete “paradosso” e il Parlamento ha già approvato un impegno rimasto lettera morta.
Il Comitato “Uniamoci per l’Acqua” continuerà a denunciare questa distanza tra dichiarazioni e realtà, chiedendo a Regione e Governo di assumersi finalmente le proprie responsabilità.
Non ci basta sentir dire “abbiamo fatto tantissimo” o “è un paradosso”: vogliamo l’acqua nei rubinetti”.


