di Pellegrino Caruso
Il maestro prima dell’unità era dipendente ubbidiente e conforme al modello sociale dominante; scopo dell’istruzione era perfezionare “intelligenza, cuore” e “pratiche del vivere civile. Per confermare come fosse importante la continuità della pratica didattica, già l’art. 333 della legge Casati parlava di maestri “eletti per un triennio”. La scuola ha accompagnato la trasformazione della società da rurale a industriale, da religiosa a secolare, da assolutista a liberale. Essa è stata luogo di modellatura ideologica, politica, religiosa, di produzione di socialità, integrando cultura, saperi e civiltà.
Alla scuola spettava il compito di rinsaldare la coesione dei cittadini per avviare quel processo di trasformazione dell’economia e dei valori morali che costituiva una delle condizioni del risorgimento italiano.
In Prussia c’era obbligo all’istruzione già nel 1717, ribadito nel 1763 e 1794, mentre in Italia si arriverà alla legge sull’obbligo scolastico solo il 9 giugno del 1877. Bell e Lancaster furono i teorizzatori dei pupil teachers.
Con la Legge Lanza del 1858 il Comune era visto come associazione naturale delle famiglie, di cui la scuola era appendice e compimento necessario.
Con la Legge Casati l’affidabilità “politica” dell’insegnante finiva col prevalere su quella culturale. La patente degli insegnanti richiedeva il possesso del “metodo” , della “ norma” ( da cui prendevano il nome le “scuole normali”, poi denominati istituti magistrali) del buon insegnamento che doveva tendere ad un’ educazione virile che creasse quell’energia morale, che è la base da cui nascono spirito di iniziativa, tenacia e serietà, raccontati anche in tanti romanzi pedagogici, sin dall’ “ Emile” di Rousseau (1762).
Lo svizzero Johann Henrich Pestalozzi con “Leonardo e Gertrude” (1781-1787) e “Gertrude istruisce i suoi figli” ( 1801) spiega come attraverso l’educazione si possa arrivare alla giustizia sociale, come si evince dalla “Gioie e dolori di un maestro di scuola (1838)” di Jeremias Gotthelf. Nel romanzo pedagogico spesso il maestro è l’architetto che plasma l’immagine ideale conforme all’insegnamento impartito.
Jean Paul scrive nel 1793 la “Vita di Maria Wuz” il giocondo maestrino di Auenthal.
Novalis presenta “I discepoli di Zais” ( 1798, post. 1802), in riferimento ad un centro religioso dell’Egitto con adepti che disvelano la verità al prezzo dell’infelicità.
“Cuore” (1886) di Edmondo De Amicis racconta l’anno scolastico 1881- 82, attraverso la tecnica narrativa del diario di Enrico, allievo di terza elementare che alterna il suo diario con lettere del padre e racconti del maestro. Emergono i valori della lealtà e del rispetto dei comuni ideali.
Nel 1880 De Amicis pubblicherà “Il romanzo di un maestro” con protagonista Emilio Ratti che presenta la scuola con realismo e caricature spesso tristi.
L’ambiente chiuso del collegio ispirerà molti romanzi come “Pel di carota” di Jules Renard, in cui si racconta di Francois Lepic che perde ogni umanità, perseguitato da tutti.
Nel collegio Pierpaoli viene inviato Giannino Stoppani, il protagonista del “Giornalino di Giamburrasca“ (1907-1912), presentatoci da Vamba ( pseudonimo di Luigi Bertelli) come responsabile di birichinate a ripetizione.
Luogo appartato ed egualitario è il collegio descritto da Valery Larbaud in “Femina Marquez” del 1911 i cui si racconta di giovani della provincia francese innamorati della giovane Femina Marquez, sorella di uno dei compagni di studi.
Ne “ Il gioco delle perle di vetro” (1943) di Herman Hesse vi è una universitas scientiarum , Castalia, staccata dalla storia con un distacco illusorio, con il Magister ludi che annegherà in un lago alpino, novello Narciso, ad indicare che la fine del percorso di formazione è la consapevolezza dell’inscindibile unione dell’incubo sanguinoso della storia con lo scintillio delle perle di vetro.
Daniel Pennac in “ Come un romanzo” (1993) , insegnante di francese in una scuola tecnica, racconta di ragazzi rinunciatari che si appassionano solo con la lettura di romanzi mai oggetto di verifiche.
Domenico Starnone in “Fuori registro “( 1991) presenta insegnanti frustrari in un universo labirintico di norme burocratiche .
Nella filmografia ricordiamo “Au revoir les enfants” (1987) di Louis Malle in cui si racconta di un anno scolastico bruscamente interrotto da una retata nazista del 1944, per scovare dei ragazzi ebrei nascosti sotto altro nome.
Ne “ L’attimo fuggente “ di Peter Weir si racconta del Prof. Keating che tiene lezioni di poesia e letteratura, saltando sui banchi, fino all’epilogo tragico che fa emergere la solidarietà della classe con l’insegnante.



