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Uno scenario politico complicato

La legge di bilancio comincia il suo cammino in un autunno politicamente caldissimo per gli irresponsabili distinguo con cui Renzi (ma anche Di Maio) cercano di marcare le distanze dall’esecutivo (e dal Pd). Questo rischia di rendere la vita molto complicata al premier. Il risultato delle regionali in Umbria, con il crollo del M5S, sta avendo – a distanza – notevoli ripercussioni politiche. Non per l’importanza del test, davvero limitata. Né per lo sciocchezzaio a proprio uso e consumo con cui Salvini e la Meloni affermano che la maggioranza parlamentare non è più maggioranza nel Paese. E che occorre, perciò, ristabilire le proporzioni andando di nuovo alle urne. Criterio rozzo, perchè l’intera Umbria esprime i voti di un solo quartiere di Napoli. E perchè sanno bene che in un Paese democraticamente avanzato si vota ogni volta solo per l’assemblea da eleggere. Vi possono perciò essere significativi scostamenti nei diversi voti. Anche a distanza di pochi  mesi. In questa direzione del resto non sono mancati, proprio negli ultimi anni, degli esempi clamorosi! Le più avvertibili conseguenze il risultato umbro le sta avendo negli atteggiamenti dei partner di maggioranza. Il fatto é che esso ha finito per riportare alla luce diffidenze e sospetti malsopiti. E ha stravolto il volto politico del centro-destra. Ormai  a rimorchio degli estremismi, come è stato dimostrato dalla contestata astensione sulla commissione Segre. Con molti forzisti moderati in grande disagio!

La reazione emotiva con cui, appena conosciuto il risultato umbro, il capo politico del M5S ha liquidato ogni eventuale ipotesi di alleanza con il Pd, ha evidenziato la scarsa tenuta politica di Di Maio. Di fronte all’ennesimo risultato negativo della sua gestione, ha preferito frettolosamente addebitarlo alla formula dell’alleanza piuttosto che alle gravi incertezze di linea del “suo” M5S. E alle incredibili contorsioni nelle sue scelte politiche.  Alle prese con difficoltà crescenti, ha preferito sempre puntare su dei compromessi di piccolo cabotaggio, che non hanno minimamente affrontato i problemi derivanti dai profondissimi mutamenti di un Movimento divenuto ormai casta. E passato dal “vaffa” e da “onestà, onestà” a responsabilità di governo. Di Maio rischia di essere sommerso. Mancata divisione tra la figura ministeriale e quella politica. Scelte solitarie. Inadeguato restyling tardivamente proposto. Soprattutto, mancanza di una visione della funzione del M5S oggi. E dello sviluppo di un Paese come il nostro. E’ un capo appena tollerato da alcuni. Maldigerito da molti, come dimostrato dai continui rinvii nell’elezione del capogruppo allla Camera. Contestato dai “puri” del M5S. Tallonato da Di Battista. E insidiato da Conte. Probabilmente, anche un cambio di leadership difficilmente potrebbe invertire la rotta discendente dei consensi al Movimento.

E se il taglio dei parlamentari – che toglie il sonno a molti deputati e senatori – finisse per spingere qualcuno verso le elezioni anticipate?  Intanto, dal Quirinale sono filtrate voci secondo le quali il Capo dello Stato non vedrebbe con favore ulteriori subordinate, in caso di caduta dell’esecutivo Conte. E in fondo, perciò, si tratterebbe solo – per evitare di pagare dazi elettorali – di nascondere bene il pugnale destinato a colpire il  premier. Novello Cesare, pugnalato alle spalle da qualcuno dei suoi alleati. Viste le crescenti fibrillazioni, l’occasione per i potenziali congiurati potrebbe essere ghiotta. Si scontrerebbe, però, con la necessità di varare la manovra di bilancio. Per cominciare a mettere in sicurezza i conti pubblici, sorvegliati da Mattarella e dalla Ue. Se l‘eventuale scioglimento delle Camere, comunque, intervenisse prima dell’entrata  in vigore della legge di riduzione dei parlamentari si sarebbe costretti a  votare con l’attuale Rosatellum. E per eleggere ancora una volta ben 900 (600 deputati e 300 senatori)! Un’àncora di salvezza per tanti disperati in cerca di ricandidatura. E un boccone ghiotto per alcuni leader (innanzitutto Renzi, ma anche Di Maio, infine Berlusconi) in difficoltà per accontentare tutti i loro seguaci. Eventualità fantasiosa? Può darsi, anche se le voci si infittiscono…

di Erio Matteo

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