E’ stato presentato in Commissione Lavori Pubblici (con annesso sopralluogo) il progetto di recupero dell’area Ex Cecchini, l’area che si trova di fronte l’ingresso dello stadio Partenio Lombardi e che dovrà diventare la nuova isola ecologica della città di Avellino. Da anni ormai quest’area non viene più utilizzata e i segni del tempo (e non solo) si vedono tutti: vegetazione selvaggia e rovi hanno invaso il piazzale, ostruendo perfino l’accesso alle porte e alle finestre dell’edificio principale che ospitava stanze e uffici dell’allora ditta di raccolta rifiuti. Completamente sommerso dalla vegetazione anche il deposito con il tetto di lamiera che si trova di fronte l’edificio principale. Gran parte del piazzale è occupato ad una inaspettata concentrazione di grossi basoli di cemento, la cui provenienza peraltro è tutta da verificare (come hanno osservato alcuni componenti della Commissione consiliare che martedì scorso hanno partecipato al sopralluogo). Tra i rovi si vede una porta di ingresso agli uffici parzialmente sconnessa dai cardini portanti, e lo stesso vale per una delle finestre, divelta e senza più il vetro: da qui è possibile affacciarsi e vedere le disastrose condizioni in cui si trovano anche le mura interne, pesantemente annerite dalla muffa. Nel progetto si prevede che questo edificio sarà ristrutturato e non abbattuto e ricostruito, e questo spiega i tempi annunciati dall’Ato (almeno un anno) per il completamento dei lavori di riqualificazione.
LA LUNGA ATTESA: APPALTO ALLA DITTA PREVISTO PER GENNAIO 2027
La partenza dei lavori per cancellare questo piccolo (ma ennesimo) buco nero presente nel capoluogo, è stimata per l’inizio dell’anno prossimo, e il completamento dei lavori entro la fine dello stesso anno. Questo significa che Avellino dovrà aspettare l’inizio del 2028 per avere finalmente la propria isola ecologica. Un centro di raccolta rifiuti che fa parte di una serie di centri analoghi annunciati dall’Ato in altri 13 comuni irpini, con progetti che partiranno in molti casi in maniera simultanea. Centri raccolta dove i residenti potranno smaltire varie tipologie di rifiuto, ad esclusione, molto probabilmente, dell’umido e che ospiterà anche un punto di raccolta per il servizio del “ri-uso”. Un centro, quello che fu usato per anni dalla ditta Cecchini Ecologia, che attualmente si trova in condizioni di totale abbandono. Uno sfacelo, come si può vedere dal video girato martedì scorso, nel corso del sopralluogo organizzato dal presidente della Commissione consiliare Lavori Pubblici, il consigliere comunale di Avellino Città Pubblica Francesco Iandolo: insieme a lui gli altri componenti della commissione (i consiglieri Monica Spiezia, Nicola Poppa, Gino Iannace e Gennaro Cesa, ai quali si è poi aggiunto anche il consigliere Antonio Aquino, capogruppo M5S). Con loro la vicesindaca Anna D’Aliasi e il sindaco di Mercogliano Vittorio D’Alessio, qui in veste di presidente dell’Ato Rifiuti Avellino (Ambito Territoriale Ottimale, l’ente incaricato di pianificare e organizzare il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani in tutta la provincia).
IL DIRETTORE DELL’ATO BARBATI: SE NE PARLERA’ DOPO L’ESTATE DEL 2027
Sui tempi di realizzazione di quest’opera di bonifica dell’area e di attivazione dell’isola ecologica non si potranno realizzare gli auspici dell’amministrazione comunale di Avellino, che con la vicesindaca D’Aliasi (anche assessore con delega all’Ambiente) aveva inizialmente immaginato di poter inaugurare l’isola per la primavera prossima: l’appalto – ha però spiegato D’Alessio – con la ditta che deve eseguire i lavori non è stato ancora fatto; dovrebbe chiudersi nelle prossime settimane. E a mettere una pietra tombale sui sogni di rapidità della vicesindaca ci ha pensato poi anche il direttore dell’Ato, l’ingegnere Annarosa Barbati, raggiunta telefonicamente durante la Commissione: “Noi – ha confermato – immaginiamo di affidare i lavori per l’inizio del 2027. Poi servirà un massimo di un anno per completare i lavori, quantomeno se ne parlerà dopo l’estate del 2027. Per aprile 2027 è impossibile, non ce la facciamo”.





