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Vittorio Vicari, tra guerra e poesia

Chi conosce la nuscana  Filomena Marino sa bene che dietro la mitezza e gentilezza c’è una donna che le cose non le manda a dire ma,  lancia in resta e senza elmo,  la ritrovi impegnata a difendere le proprie ragioni. Ahi   voglia di invitarla – come fa spesso il marito Lello –  alla moderazione!  Il suo spirito conservatore si alimenta di eroici furori quasi sempre a ragione. Quando a Nusco saranno tutti d’accordo sul trasferimento del Liceo Classico a Montella, lei imperterrita continuerà a sostenere la sua contrarietà per il bene del paese. Ma quando cala la testa sui libri non ce n’è per nessuno, soprattutto per chi non ha mai letto un libro in vita sua. Per nostra fortuna, il suo nuovo libro è una perla rara che vale la pena di leggere per sostenere meglio le ragioni della Pace contro la Guerra.

Fin dalla sua costituzione – tre anni fa –  l’ Officina Culturale “La Casa di Giuseppe Casciaro” è stata impegnata a sostenere le ragioni della Pace pubblicando testi sulla seconda guerra mondiale,  cercando di recuperare una memoria storica lungimirante ed  utile al nostro  presente  denso di lunghe  ombre minacciose. Non avendo alcuna pretesa storiografica scientifica, fin dall’inizio abbiamo scelto di dare voce a quanti subirono le condizioni drammatiche che ogni  guerra determina.  Abbiamo iniziato   con un lavoro sui “Soldati Irpini in Grecia”, massacrati, nonostante la resa,  dall’esercito tedesco nei fatti tragici del settembre 1943 a  Cefalonia.

Abbiamo in seguito  rieditato delle testimonianze/interviste, registrate  nei primi anni novanta da Filomena Marino (curatrice di questo nuovo libro)  di venti IMI  “Internati Militari Italiani”   di Nusco, sollevando un velo su una pagina di storia rimossa e dimenticata  ed,  infine,  abbiamo pubblicato uno studio compilatorio,   portato a termine da giovani studenti di scuola media,   sugli “Ebrei stranieri e italiani internati in provincia di  Avellino dal 1940 al 1945”.

Lo scopo perseguito con questi tre libri divulgativi trovano oggi  un appassionato  punto di sintesi, –  quasi un significativo complemento –   in questo nuovo  lavoro dal titolo: “ Vittorio Vicari tra guerra e poesia”, storia di un granatiere di Sardegna diventato poeta.

Sempre nella vita di un singolo si rispecchia la dimensione collettiva.  Questo libro  è frutto di uno studio lungo ed appassionato condotto per   tre anni da  Filomena Marino coadiuvata dalla figlia Maria Grazia Dell’Angelo, giovane docente.  Tale ricerca  storica e letteraria si   palesa come una vera e propria scoperta.

Vittorio Vicari era un giovane soldato avellinese – entusiasta del regime –  che partecipò con slancio alla campagna militare in Grecia. La sua adesione ideale  alle ragioni belliche è dimostrata dalle corrispondenze di guerra che furono pubblicate da un giornale locale irpino.

Dopo l’8 settembre il soldato Vicari, diventato Ufficiale, vide crollare tutti i suoi  vagheggiamenti pratici ed ideali, vagando sbandato per un anno.  per imbarcarsi per l’Italia solo nel 1944. In quell’anno prigioniero o forse  accolto nella resistenza greca Vicari maturò una consapevolezza profonda e drammatica delle sue scelte precedenti e la terra greca divenne la sua nuova madre che lo rigenerava a nuova vita. In Grecia assorbì l’ispirazione profonda a scrivere in versi.

Dopo il suo rientro – per anni fu un integerrimo maestro elementare – la poesia e la pittura divennero l’elaborazione di una nuova idea dell’esistenza. Quanto vissuto in Grecia una fonte inesauribile di ispirazione. I suoi frequenti viaggi e l’amicizia con il poeta Febo Delfi ne sono la prova. Ma il suo scrivere divenne un lungo viaggio tormentato, una sorta di autobiografia terapeutica, eterno ritorno di  quanto vissuto in Grecia durante gli anni di guerra.

Nel fuoco di quella stagione ermetica, la consapevolezza di sé e dei suoi limiti gli impedirono  di pubblicare (nonostante qualche lavoro preparatorio pronto per la stampa). La sua produzione rimase chiuso in un cassetto (dattiloscritti, manoscritti o semplici appunti).

Il fortunoso incontro tra il figlio Osvaldo e la curatrice di questo libro ha permesso di riportare alla luce una eredità culturale spirituale stupefacente: un soldato che diventa poeta e sa esprimere con sincerità il travaglio vissuto. Il lavoro di Filomena Marino ci consegna una testimonianza che in tempi rischiosi e terremotati ci esorta a non considerare la Pace come manna caduta dal cielo ma una lenta progressiva conquista che non è facile conservare. Vicari ci illumina come una stella polare. Al lettore il compito di far tesoro di una straordinaria lezione di vita.

Giovanni Marino

 

 

 

 

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