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Welfare e integrazione, a Montefusco confronto sulle politiche sociali: il monito del sostituto procuratore Visone

Si è conclusa la due giorni promossa da Adips Campania. Al centro del dibattito il futuro del welfare regionale, l’integrazione tra sociale e sanitario e il ruolo degli Ambiti territoriali

MONTEFUSCO – Dal rapporto tra programmazione politica e gestione tecnica alla necessità di garantire servizi più omogenei sul territorio, passando per l’integrazione sociosanitaria, la legalità e la centralità della persona. Si è conclusa la due giorni di confronto dedicata al presente e al futuro delle politiche sociali in Campania, con amministratori, dirigenti degli Ambiti territoriali, rappresentanti delle istituzioni, del mondo ecclesiale, del Terzo settore e delle professioni. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Dirigenti Politiche Sociali (ADIPS Campania) e ospitata, ieri e oggi a Montefusco, negli spazi di Palazzo Giordano, ha trasferito nelle aree interne della provincia di Avellino un confronto di carattere regionale, coinvolgendo protagonisti del welfare pubblico e privato provenienti da diversi territori della Campania.

Il confronto ha messo in evidenza la necessità di rafforzare la rete tra istituzioni e soggetti del welfare per costruire politiche sociali più efficaci e capaci di rispondere ai bisogni delle comunità.

Ad aprire i lavori è stato il panel “Le voci del welfare in Campania”, seguito nella seconda giornata dagli approfondimenti dedicati alla costruzione di una reale integrazione socio-sanitaria, al rapporto tra pubblico e privato e, infine, all’etica e alle competenze nel ruolo dei dirigenti degli Ambiti territoriali.

“Portare a Montefusco i protagonisti del welfare pubblico e non solo, provenienti dalle diverse province campane – ha sottolineato Carmine De Blasio, presidente di Adips Campania – ha significato dare un segnale forte e chiaro sull’importanza delle politiche sociali nella nostra regione. C’è oggi una maggiore attenzione verso il sociale, ma questa attenzione deve tradursi in responsabilità condivise e in una più chiara definizione dei ruoli”. De Blasio ha inoltre richiamato la necessità di evitare semplificazioni nel giudizio sul funzionamento degli Ambiti: “Politica e componente tecnica devono operare secondo responsabilità distinte ma complementari, con la prima chiamata a definire gli obiettivi e la seconda a individuare le modalità per realizzarli”.

Un tema, quello della responsabilità e della qualità della gestione, che si lega anche alla necessità di tutelare un settore particolarmente delicato. Nel corso del confronto, il Sostituto Procuratore della DDA di Napoli Giuseppe Visone ha evidenziato come “le politiche sociali rappresentino un servizio strategico per le comunità che, per la rilevanza delle risorse che vi vengono destinate e per il rapporto diretto con le fasce più fragili della popolazione, rischiano di essere esposte a tentativi di condizionamento da parte della criminalità organizzata”. Da qui la necessità, per le amministrazioni, “di dotarsi di adeguate competenze e di strumenti di prevenzione capaci di contrastare infiltrazioni e alterazioni dei processi decisionali”.

La dimensione etica del lavoro sociale è stata sottolineata anche da Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale Campana, che ha richiamato la particolare responsabilità di chi opera quotidianamente a sostegno delle persone più fragili. “Il welfare, ha evidenziato, non riguarda semplicemente l’erogazione di una prestazione, ma prende in carico persone e situazioni di vulnerabilità”. In questo quadro, è stata ribadita anche l’importanza di una collaborazione stabile tra chi opera nelle politiche sociali e la Caritas, quale espressione dell’impegno della Chiesa accanto alle fasce più deboli.

A chiudere i lavori, Andrea Morniroli, Assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania, che ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare il dialogo tra i diversi soggetti che concorrono alla costruzione del welfare. “I direttori degli Ambiti, le istituzioni, il sistema sanitario e il Terzo settore sono chiamati – ha precisato – a costruire una vera alleanza, superando le profonde differenze oggi presenti tra i territori campani”. Tra le priorità indicate, l’obiettivo di arrivare a un livello minimo e omogeneo di servizi sociali e socio-sanitari, accompagnato da regole e tariffe certe e da una maggiore capacità di programmazione e rendicontazione degli Ambiti.

Morniroli ha inoltre richiamato il tema delle risorse, evidenziando come la spesa sociale e sanitaria debba essere considerata un investimento e non un costo, in grado di rafforzare prossimità, prevenzione e interventi sociosanitari. “Un percorso che, ha sottolineato, richiede però il coinvolgimento concreto di tutti i livelli istituzionali e una maggiore attenzione da parte dei Comuni alla spesa sociale”.

 

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