– di Manuela De Rosa –
“Sono un ragazzo che vive la recitazione come una necessità interiore prima ancora che come un lavoro. Attraverso i personaggi cerco di comprendere meglio me stesso e il mondo che mi circonda”- afferma spontaneamente l’attore emergente la rivelazione del momento di numerosi set cinematografici e televisivi.
A Luigi Zeno piace essere ricordato più che per i numerosi premi e riconoscimenti che ha ricevuto (Premio Miglior Giovane Attore al Picentia Short Film Festival per il cortometraggio “La Linea Sottile”; Premio Miglior Giovane Attore al Capri Hollywood International Film Festival; Premio Miglior Giovane Attore al Sorrento Film Festival; Premio Miglior Giovane Attore al Film Festival “Bulli ed Eroi” di Siena; Premio Miglior Attore all’Hallelujah Film Festival di Castel Gandolfo; Premio Giovani Talenti al Vesuvius Film Festival; Riconoscimenti ufficiali presso il Senato della Repubblica; Attestati dal Parlamento Europeo; Premio Malafemmena XXII edizione; Premio Miglior Giovane Attore al Napoli Cinema Festival; Premio e riconoscimento ricevuto dalla Polizia di Stato per l’impegno sociale, la sensibilizzazione giovanile e il contributo nella diffusione dei valori della legalità) per l’impegno, la disciplina e la sensibilità che porta in ogni interpretazione.
L’essere riflessivo, determinato, curioso e molto empatico sono suoi tratti caratteriali principali e riferisce che tiene sempre ad ascoltare prima di parlare. Il suo spirito critico, l’essere riflessivo ed introspettivo lo inducono ad alimentare il suo carisma attoriale che nasce spontaneamente semplicemente dall’osservazione delle persone reali ed emerge soprattutto nelle sue interpretazioni di ruoli più intensi, dove il personaggio mostra fragilità e forza insieme.
Zeno oggi afferma di esprimere la sua sensibilità artistica attraverso lo studio continuo, in nuovi progetti e collaborazioni con persone che condividono una visione autentica del cinema e della televisione e trova affascinante la possibilità di entrare nella mente e nell’anima di persone completamente diverse da lui; davanti
alla telecamera si pone la sfida di essere vero, di non recitare un’emozione, ma viverla. Inoltre è convinto che talento e sensibilità senza impegno non bastano. Il cinema, la musica, la lettura e la scrittura sono passioni che da sempre ha alimentato ed insieme al silenzio ed all’osservazione sono diventati parte del suo percorso creativo. Afferma anche: “La vulnerabilità non è una debolezza ma una forma di forza autentica” e di provare oggi gratitudine per i suoi cari perchè senza il loro sostegno emotivo molte sue paure sarebbero state più difficili da affrontare. Lui è anche riconoscente verso chi ha creduto nel suo potenziale attoriale fin da quando
ancora doveva dimostrare tutto.
“Nei momenti di cambiamento ho sentito vacillare le mie certezze, ma proprio lì ne ho trovato di nuove”- sostiene con orgoglio l’attore aggiungendo: “Vorrei lavorare con registi capaci di scavare nell’animo umano e di condividere il set con attori che sappiano trasmettere verità”.
Ricorda una risposta particolare data in un’intervista?
“Una volta dissi: ‘La paura non va eliminata, ma attraversata’. Era una risposta spontanea, ma raccontava molto di me”.
Per te cosa significa essere attore?
“Essere attore significa vivere molte vite senza perdere la propria identità. È un continuo confronto con il proprio alter ego”.
Cosa diresti al suo io più profondo?
“Di non smettere mai di credere nella sensibilità, anche quando il mondo sembra premiare altro”.
Come affronti gli imprevisti?
“Con equilibrio. Gli imprevisti insegnano a restare presenti e ad adattarsi senza perdere autenticità”.
Cosa ti auguri per il futuro?
“Di continuare a crescere artisticamente e umanamente, scegliendo progetti che abbiano valore”.
Un ricordo infantile importante?
“I momenti semplici in famiglia: risate, viaggi, abbracci. Sono ricordi che ancora oggi mi danno forza”.
Ti ritieni fortunato?
“Sì, perché poter trasformare una passione in un percorso concreto è già una grande fortuna”.
Cosa diresti con orgoglio al tuo alter ego?
“Che ogni sacrificio affrontato fino ad oggi ha avuto un senso”.
Quali sfide ti poni davanti alla telecamera?
“Essere vero. Non recitare un’emozione, ma viverla”.
Quali sono le tue convinzioni?
“Che talento e sensibilità senza impegno non bastano”.
Cosa hai scoperto recentemente di te?
“Che la vulnerabilità non è debolezza, ma una forma di forza autentica”.
Come convivono personaggio e valori personali?
“Cerco sempre di mantenere una linea chiara tra ciò che interpreto e ciò che sono
realmente”.
Un messaggio finale al pubblico?
“Di non smettere mai di credere nella bellezza dei sogni coltivati con sacrificio e verità”.



