Prima tappa presso il Sacrario Militare, lungo la Via Casilina, a circa 2 km dall’abitato di Mignano Montelungo (Caserta), ai confini con il Lazio e il Molise. Sulle pendici orientali del Monte Lungo, l’ 8 e il 16 dicembre 1943 si svolsero i primi combattimenti dei reparti regolari italiani nella guerra di liberazione contro i tedeschi.
Il Sacrario raccoglie le spoglie di 974 Caduti della guerra di liberazione provenienti dal vecchio cimitero di guerra di Monte Lungo e dai vari cimiteri militari sparsi lungo la penisola. Celebreremo il sacrificio di quei soldati che combatterono per riscattare lo smarrimento, pressoché generale, che si era abbattuto sull’Italia dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Di fronte al Sacrario, sul lato opposto della Via Casilina, è stato ordinato un piccolo museo che raccoglie una significativa documentazione fotografica, grafici e stralci di ordini che illustrano la partecipazione dei soldati italiani alla guerra di liberazione, a fianco degli alleati anglo-americani. In apposite vetrine sono esposti cimeli, armi e altre documentazioni ufficiali.
NETTUNO

Seconda tappa, con la presenza della delegazione dell’associazione nazionale del Fante, sezione di Avellino, nei luoghi dove avvenne lo sbarco di Nettuno, noto con il nome di operazione “Shingle” (22 gennaio 1944). Fu un’operazione anfibia alleata cruciale nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Lanciato per aggirare la linea Gustav e accelerare la liberazione di Roma, lo sbarco avvenne quasi senza resistenza, ma si trasformò in una lunga battaglia di posizione. o sbarco di Anzio e Nettuno: 22 gennaio 1944
Verso la tarda serata del 21 gennaio, le truppe alleate salparono dai porti di Napoli alla volta di Anzio e Nettuno dove approdarono subito dopo la mezzanotte: da qui prende il nome lo sbarco di Anzio e Nettuno. Solo a partire dal 24 gennaio si diede avvio alle operazioni: iniziarono battaglie e scontri cruenti in cui persero la vita migliaia di soldati di entrambi gli schieramenti, nonché civili. Il bilancio umano fu tragico, ma ciò non impedì agli Alleati di compiere la loro missione: liberare Roma.


