Mercoledì, 12 Agosto 2026
07.03 (Roma)

Ultimi articoli

Il ritorno in Italia di Vittorio Emanuele III

A pochi giorni dal Natale l’Italia alle prese con una difficile situazione economica e con un incerto quadro politico non riesce a guardare al futuro senza fare i conti con un passato che ciclicamente torna. Stavolta a far discutere è la scelta di far rientrare in Italia la salma di Re Vittorio Emanuele III e della sua consorte la Regina Elena. Sono sepolti da domenica scorsa nel santuario piemontese di Vicoforte. Erano morti ad Alessandria d’Egitto lui, a Montpellier in Francia, lei.

Come tutti i paesi che hanno vissuto lacerazioni profonde anche il nostro non si riconosce in una memoria condivisa. Partigiani e comunità ebraica hanno infatti attaccato l’ipotesi di portare le spoglie del Re al Pantheon. La sua biografia è ricca di fatti negativi, un sovrano dal carattere debole che emerse soprattutto nelle fasi cruciali del suo lungo regno. Vittorio Emanuele III passa alla storia per tre episodi tragici: l’appoggio incondizionato al fascismo, l’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale e l’otto settembre, l’armistizio con gli anglo-americani. Sale al trono dopo che suo padre Umberto I viene ucciso da un anarchico a Monza. Sposa la Regina Elena di Montenegro. Un matrimonio che darà alla coppia cinque figli compreso l’erede Umberto II. La prima vera prova politica di Vittorio Emanuele III è la decisione di far partecipare l’Italia al conflitto mondiale del ’15-‘18. Terminata la guerra il nostro paese è in preda al caos politico e sociale.

Il sovrano per riportare l’ordine si affida alle camicie nere di Mussolini non capendo la natura totalitaria del fascismo. Un posizionamento dell’Italia su un piano inclinato che ci fa scivolare rapidamente verso la dittatura. Nemmeno l’omicidio Matteotti fa cambiare idea al Re che non solo continua a sostenere Mussolini ma ne avalla tutte le scelte anche le più sciagurate. E così non si oppone allo scioglimento di partiti e sindacati, alla soppressione delle libertà individuali e all’avventura coloniale in Etiopia. Ma la decisione più scellerata è l’appoggio all’alleanza con la Germania nazista di Hitler e la firma delle leggi razziali contro gli ebrei. Una sequenza tragica che porta l’Italia a dichiarare guerra a Francia e Inghilterra.

Dopo tre anni di conflitto Vittorio Emanuele III finalmente si decide a separare la sorte della monarchia da quella di Mussolini. Il 25 luglio il voto del Gran Consiglio del fascismo mette in minoranza il duce e il Re coglie la circostanza per farlo arrestare e nomina primo ministro il generale Badoglio. Segue un momento drammatico per il nostro paese con due decisioni che lo segnano per il futuro. L’armistizio siglato con gli anglo-americani che porta l’esercito allo sbando e la scelta del Re di abbandonare Roma per trasferirsi a Brindisi. Dopo questi due episodi il prestigio della monarchia sabauda ne esce a pezzi. Vittorio Emanuele III però non abdica subito ma solo il 9 maggio del 1946, quasi un mese prima del Referendum del 2 giugno. Gli italiani scelgono la Repubblica e i Savoia vanno in esilio. Un Re insomma contraddittorio e controverso. Due aggettivi che calzano bene anche con “noi” italiani. Mattia Feltri ha scritto che l’abbandono del sovrano dopo l’otto settembre “è l’esito ovvio di una storia lunga e non ancora conclusa. Ce lo si è chiesto durante gli anni del terrorismo e durante quelli di Tangentopoli e la risposta è spesso stata sì: siamo sempre gli stessi. Abbiamo una classe dirigente pavida e indisposta a scelte gravi e una borghesia tendenzialmente disonesta e furbina, che esercita una facile e auto assolutoria protesta anticasta, e poi si affida allo sciamano di passaggio, come fosse la mamma per un bimbo, per poi linciarlo fuori tempo massimo”.

di Andrea Covotta edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Baiano hanno tratto in arresto, nella flagranza di reato, un 22enne di Nola…

Ogni giorno in Italia vengono rubate 285 autovetture e quasi 90 tra moto e motorini, per un totale che supera…

Giro di fatture false a Solofra, sono 74 gli avvisi di conclusione delle indagini quelli firmati dal sostituto procuratore Cecilia…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Chiedono chiarezza all’Asl sulle procedure di reclutamento degli infermieri il CSA – Dipartimento Sanità e la CISAL FPC – Dipartimento Sanità Avellino Il riferimento è alla procedura di mobilità volontaria esterna, per titoli e colloquio, per 40 infermieri a tempo indeterminato. I sindacati sottolineano come manca qualsiasi documentazione relativa alla...

Un viaggio geografico che diventa soprattutto un viaggio nella memoria, nella formazione e nelle esperienze di una vita. È questo il filo conduttore di Quel viaggio in Inghilterra, il libro di Augusto Rullo, che sarà presentato mercoledì 12 agosto, alle ore 18, nella sede della Misericordia “Pro Civitate Nusci” di...

“Un momento di condivisione e sport”: l’appuntamento a Sant’Angelo dei Lombardi è per domani, venerdì 12 agosto alle 10:30, con un evento organizzato dal comune santangiolese nel campetto Diaz. “Tutta la popolazione e gli sportivi sono invitati a partecipare – fanno sapere dal Municipio – per un momento di incontro...

Parte da Oscata, il borgo natio dell’intellettuale irpino, il tour di presentazione del libro su Antonio La Penna, l’illustre professore del mondo classico, influente intellettuale del ‘900 al quale Paolo Saggese e Giuseppe Iuliano hanno dedicato una raccolta di saggi, ricordi e testimonianze dal titolo “Antonio La Penna, l’uomo, l’intellettuale...

Ultimi articoli

Attualità

Garantire lo svolgimento delle manifestazioni autunnali dell’Alta Irpinia, contemperando le esigenze delle comunità locali con adeguate condizioni di sicurezza e…

E’ Italia D’Acierno, segretaria provinciale Cgil, a ricordare Giuseppe Di Vittorio “Oggi, 11 agosto 2026, nel giorno in cui ricorre…

Settanta anni fa, a Marcinelle (Belgio) nella miniera di carbone Bois du Cazier, un incendio, causato dalla combustione d’olio ad…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy