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Di Nino Lanzetta

Una differenza sostanziale tra la democrazia intesa dai regimi conservativi e quelli liberal- democratici è la concezione dello stato sociale. Le destre tentano di privatizzarlo preferendo abbassare le tasse, le sinistre ad allargarlo facendole pagar. La conseguenza, nei regimi autoritari, è che coloro che non se lo possono permettere hanno meno assistenza sanitaria, meno istruzione scolastica, meno pensioni. Sono gli emarginati della società, i poveri, gli immigrati, quelli che hanno meno istruzione. Nei regimi liberal democratici, invece, si tendono ad estendere le protezioni sociali in modo da includere tutti i cittadini. La nostra Costituzione va oltre: considera diritti fondamentali pubblici ed obbiettivi da perseguire i programmi sociali. Purtroppo da un po’ di anni (anche con i governi di centro sinistra!) si tende a considerare la Costituzione alla stregua di una legge ordinaria e a modificarla ad uso e consumo di chi sta al governo. La spallata definitiva per scardinarla del tutto stanno tentando di darla le destre con l’autonomia differenziata, il presidenzialismo, la privatizzazione della sanità e della scuola pubblica. Per le pensioni ci sono già riusciti i governi precedenti. Con la prima repubblica e la DC al governo del Paese, prima con un programma di centro con PSDI- PLI – PRI- poi di centro sinistra includendovi il PSI e addirittura il PDS, lo Stato sociale è stato valorizzato al massimo risultando tra i più avanzati del mondo, proteggendo il cittadino “dalla culla alla bara” come si diceva allora.

Pensioni e assistenza sanitaria erano i fiori all’occhiello della nostra democrazia. La Scuola era pubblica e per un minimo contributo pubblico alle scuole cattoliche tentato da Moro si rischiò la crisi di governo. Le pensioni, calcolate in rapporto alle retribuzioni percepite e agli anni di lavoro, erano dignitose e si raggiungevano a 60 anni o dopo 35 anni di lavoro. Inoltre le pensioni di invalidità, di inabilità, di reversibilità, la disoccupazione, la Cassa integrazione, il Trattamento di fine lavoro e l’assistenza malattia uguale per tutti (abolizione delle mutue e SSN – legge 833 del ‘78) garantivano un futuro ed un’esistenza più tranquilla per tutti. Il tutto nella prospettiva che la salute e il benessere del cittadino sia un fondamentale diritto di tutela per tutti e un interesse della Comunità L’art. 32 della Costituzione recita testualmente: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Poi sono arrivati Berlusconi, Renzi ed i governi tecnici, ed ora Meloni e Salvini, e tutto è cambiato. Questa destra estrema non si ferma davanti a nulla! Dicono di essere stati eletti dal popolo ma non ne rappresentano che una piccola parte in un paese spaccato in due e non sono la maggioranza. La Lega persegue l’autonomia della Padania Berlusconi, i suoi interessi. Dove comandano loro la sanità è già –di fattoprivatizzata e la scuola occupata. Ora vogliono scardinare la Costituzione. La protesta, anche con le dimostrazioni di piazza e altre forme di opposizione sono oltre che legittime, doverose.

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