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Violenza donne, presentato il report 2022: “Occorrono maggiori azioni di contrasto e certezza della pena”

Sono 210 in Irpinia le donne vittime di violenza che hanno fatto richiesta di aiuto nel 2022. Di queste, 114 si sono rivolte ai Centri Antiviolenza e sono state prese in carico, le restanti 9, insieme a 6 figli minori, sono state messe in protezione nella Casa Rifugio. È quanto emerge dal Report 2022 delle attività e dei servizi erogati alle donne vittime di violenza e ai minori vittime di maltrattamenti e abusi, presentato questa mattina dalla Cooperativa sociale La Goccia di Avellino, in collaborazione con l’assessorato alle Pari Opportunità del comune capoluogo.

La cooperativa sociale La Goccia, ente che gestisce i Centri Anti Violenza “Alice e il bianconiglio” e “Alice e lo stregatto”, la Casa Rifugio “Alice” e il Centro Antiviolenza dell’Ambito Sociale A02, ogni anno raccoglie i dati per effettuare uno studio statistico del fenomeno della violenza in provincia di Avellino, in particolare per fornire dimensioni e caratteristiche delle forme di violenza subite da donne e minori che si rivolgono ai CAV. Dal Report 2022, come nelle precedenti annualità, si evince che la violenza continua ad avere la sua matrice trasversale a età, titoli di studio, condizione lavorativa: l’82% delle donne vittime di violenza nella provincia di Avellino è di cittadinanza italiana, il 51% è in stato di disoccupazione, il 45% possiede un diploma e il 43% delle donne sono nubili. L’età media di coloro che hanno fatto richiesta d’aiuto e sono state prese in carico è di 39 anni.

“Il Comune di Avellino ha patrocinato convintamente questo evento”, ha esordito la dott.ssa Marianna Mazza, assessore alle pari opportunità del comune capoluogo. “Il nostro obiettivo è far conoscere il report 2022 e documentare i risultati ottenuti sul territorio a sostegno delle donne. Questo passaggio è fondamentale per monitorare e mettere in campo azioni di prevenzione. Siamo a pochi giorni dal brutale omicidio di Giulia Tramontano e, come amministratrice e membro delle istituzioni, sento il peso di quanto accaduto. Questo rappresenta l’amara consapevolezza che, il diritto di vivere, non è ancora concreto e attuale per tutte le donne. Chiedo, davvero, il contributo di tutti affinché ci siano maggiori operazioni di contrasto e, soprattutto, la certezza della pena”.

“È importante comunicare progetti e, soprattutto, che – questi – raggiungano i loro obiettivi. Da parte della nostra amministrazione troverete sempre un aiuto”, ha dichiarato il sindaco di Avellino, Gianluca Festa. “Fatevi avanti, denunciate senza paura. C’è sempre scetticismo nei confronti delle persone ma noi vogliamo dimostrare che realmente, dietro le nostre parole, c’è contenuto. Inneschiamo un meccanismo di fiducia e, se riusciremo ad aiutare anche una sola donna in più, sarà un successo. Propagandiamo e dimostriamo questo messaggio e aiuteremo più donne a trovare il coraggio di farsi avanti. Questo tema merita il massimo sforzo perchè, oltre alla donna, salviamo la vita della madre e anche del figlio. Questa è la più grande conquista sociale e civile che la nostra comunità si prefigge”.

“Quest’anno abbiamo avuto in carico 18 utenti, tra bambini adolescenti e anche adulti che hanno subito traumi”, dichiara la dott.ssa Giusi Pamela Valcalcer Psicoterapeuta Centro Famiglia e Centro Specialistico- La Goccia. “Il fenomeno si mantiene piuttosto stabile ma, il messaggio che vogliamo lanciare, è che gli adolescenti e i bambini devono essere seguiti. La violenza sulle donne è un fenomeno sociale e culturale. Bisogna intervenire dalle scuole inferiori. Bisogna intervenire a livello preventivo. Il progetto “Non vedo, non sento, non parlo”, proprio per questo, ha organizzato punti di ascolto all’interno delle scuole, non soltanto per i ragazzi, ma anche per le loro famiglie”.
Caterina Sasso: “Gli uomini che compiono atti di violenza non hanno problemi mentali, sono lucidi e consapevoli di ciò che fanno”

“Il bilancio è molto pesante, abbiamo richiesto 210 richieste di aiuto; di cui 114 interventi a sostegno delle donne, ha concluso la dr.ssa Caterina Sasso Coordinatrice dei CAV e Casa Rifugio – La Goccia. “Ci sono tante donne che abbiamo assistito sul territorio e accompagnato nel primo ascolto. Tantissime situazioni gravi e pericolose. L’ultimo brutale omicidio di Giulia Tramontano è il chiaro segnale che, ciò che avviene, non riguarda uomini con problemi psicologici. Anzi, la maggior parte di essi è pienamente consapevole di ciò che sta facendo. Quindi non dobbiamo giustificare queste persone. Sono assolutamente lucide nel commettere questi atroci reati. Dobbiamo continuare a lavorare nella prevenzione e nella sensibilizzazione”.

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