Martedì, 21 Aprile 2026
07.26 (Roma)

Ultimi articoli

Avellino e il culto di San Modestino, non bastano le statue a risvegliare la fede

Riccardo Sica

Non è riempiendo le chiese di statue dei santi che si risvegliano nel popolo il culto e la devozione verso di essi. Il culto e la devozione per San Modestino, per esempio, è in decadenza in Irpinia nonostante siano state inserite recentemente nelle chiese altre statue del Santo ed altre sue immagini artistiche. Di San Modestino, patrono e protettore di Avellino, esiste già dal Seicento, nel Duomo, la splendida statua d’argento attribuita a Lorenzo Vaccaro. Essa fino a poco tempo fa bastava a mantenere viva e accesa la devozione dei fedeli al santo. Perché invece oggi quella devozione è in via di estinzione? C’è da chiedersi, allora: ma quella statua è anche oggi abbastanza conosciuta e fatta conoscere dal popolo come lo era ieri?  La risposta, probabilmente negativa, potrebbe spiegare, forse, l’esigenza avvertita dalla diocesi della città capoluogo di costruire un’altra immagine più appariscente, moderna, in legno, del Santo Patrono, affidata alle mani degli artigiani di Ortisei (in merito al valore artistico di tale statua preferiamo non esprimerci).

La disattenzione dalla cultura e dall’arte in generale (l’una e l’altra pressochè ignorate se non proprio dimenticate e spesso mortificate anche da parte delle passate e recenti istituzioni pubbliche) soprattutto in quest’ ultimo mezzo secolo ha comportato l’allontanamento in massa dalla chiesa, a cominciare nelle singole parrocchie cittadine. Occorre, perciò, oggi più che mai, proprio nel generale panorama dello smarrimento dei valori anche più basilari, conoscere e far conoscere anche presso il grosso pubblico, attraverso iniziative ed interventi pubblici e privati, la storia e le opere d’arte che sono nelle chiese di Avellino. Esse fino a qualche tempo fa (ed ancora oggi), rimanendo nel più buio anonimato, non essendo state ancora attribuite ai legittimi autori e non ancora conosciute adeguatamente, non erano neppure apprezzate come meritano nel loro valore e nel loro significato più intrinseco. E si sa che non si apprezza, nè si difende, nè si divulga ciò che non si conosce. Spesso citate soltanto – e talora erroneamente- dagli antichi storici locali, solo recentemente le opere d’arte nelle chiese avellinesi sono state studiate sul piano scientifico, attribuite e studiate – anche da parte di chi scrive – attraverso libri, articoli su riviste e giornali. I numerosi scritti di Francesco Barra, Armando Montefusco, Andrea Massaro, Gerardo Pescatori, Pino Bartoli, del sottoscritto e di altri, lo testimoniano coi loro numerosi scritti. La folla di fedeli interessati che hanno partecipato sino a 7-8 anni fa  con interesse alla presentazione ufficiale di qualche libro d’arte del sottoscritto dedicato alle chiese avellinesi è stata costituita quasi sempre esclusivamente da ex allievi  divenuti insegnanti, avvocati, dottori, medici, dirigenti di amministrazioni pubbliche: sono  ancora essi , ma solo essi, a mantenere accesa – per fortuna –  la fiaccola della fede e della devozione  religiosa in città. Come abbiamo fatto noi con l’insegnamento nelle scuole e coi libri scritti, sono gli stessi parroci a doversi impegnare ora di più per diffondere adeguatamente i risultati degli studi compiuti presso la massa dei fedeli. Per risvegliare la fede bisogna far conoscere il più ampiamente ed approfonditamente possibile i risultati delle scoperte degli studi compiuti e far conoscere la realtà storico-artistica del proprio territorio. Ormai, grazie proprio agli studi fatti, della storia e delle opere d’arte esistenti nelle varie chiese della città, si conosce quasi tutto (vita e miracoli, autori, tecnica, stile, iconografia, devozione, etc). La storia dell’arte coincide con la storia delle chiese e della devozione in Irpinia. L’attuale disaffezione del popolo dalla vita religiosa della chiesa, l’affievolimento della devozione dei fedeli presso le parrocchie, si spiega anche per la persistente quasi generale ignoranza del valore e dell’efficacia educativa, formativa, oltre che contemplativa e spirituale, che tali opere rivestono e svolgono.  Presso le parrocchie, nelle singole chiese cittadine, occorre che le comunità religiose (in primis le associazioni ufficiali dei beni culturali, artistici ed ecclesiastici della diocesi) apprendano, conoscano, studino e facciano conoscere queste pubblicazioni edite, evitando che esse rimangano ancora chiuse nei libri e nei giornali nelle biblioteche pubbliche.

La storia della Chiesa e delle arti locali deve essere spiegata ai fedeli, a cominciare proprio da dentro la parrocchia (dove si devono organizzare incontri, conferenze, dibattiti, scambi culturali, etc.). Solo così il pubblico, il popolo, riappropriandosi della conoscenza della storia e dell’arte della propria realtà territoriale, si saprà riappropriare anche del culto, del fervore religioso, devozionale, della fede che hanno sempre caratterizzato nei secoli passati la diocesi di Avellino. Devono rinascere, rianimarsi gli “oratori” d’una volta, autentiche palestre di formazione soprattutto dei giovani, nuclei di comunità sana, onesta, attiva e, ciò che più conta, feconda di messaggi da raccogliere e da divulgare.

Condividi

Cronaca

Potrebbero essere vicine ad una svolta le indagini sull’ aggressione all’ architetto aggredito nel parcheggio sotterraneo di un supermercato nel…

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere padre e figlio, raggiunti sabato da una seconda ordinanza cautelare in carcere,…

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Avellino hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare personale (arresti…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“Chiediamo a San Modestino la grazia di riuscire a cantare e sorridere nelle difficoltà, ogni volta che un despota viene a imporci una legge che collide con la legge di Dio”. Lo sottolinea il vescovo Arturo Aiello nella celebrazione dedicata al santo patrono in cattedrale. “Viviamo – spiega Aiello –...

Si carica di un valore forte la celebrazione di San Modestino, patrono della città, dopo i difficili anni della pandemia. Una festa del patrono caratterizzata dalla celebrazione in cattedrale, alle 11, officiata dal vescovo Arturo Aiello, alla presenza delle autorità civili e militari della città, di una solenne messa in...

Avellino celebra il Santo Patrono nel segno di spettacoli, musica, musei, visite guidate e shopping. Alla tradizionale messa officiata dal vescovo Arturo Aiello, in programma il 14 febbraio, alle 11, in cattedrale si affiancherà la «Notte di San Modestino», in programma dalle 11 alle 24, promossa dal Comune di Avellino....

Ultimi articoli

Attualità

Tanti gli spunti di riflessione emersi dal confronto sulle malattie rare nella cornice del Palazzo Abbaziale del Loreto promosso dall’associazione…

“Il 25 Aprile torniamo a riempire le strade di Avellino in occasione dell’anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista. Lo facciamo…

“La scelta di tagliare la stagione del Gesualdo ha penalizzato non poco la città”. Lo sottolinea con forza l’ex direttore…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy