“Volevo raccontare l’adozione come possibilità, malgrado i tanti ostacoli e le difficoltà burocratiche che l’accompagnano”. Spiega così la giornalista Cinzia Brancato la presentazione del libro “Karim, il bambino dal compleanno inventato”, presentato ieri al Circolo della stampa. “Il romanzo si è scritto da solo – spiega Cinzia – ho messo su carta la mia vita ma non mi piace che si dica che è una storia triste, perchè non lo è. Scrivere questo romanzo è stata una catarsi, un modo per liberarsi di paure ed emozioni negative. Ho deciso di pubblicarlo dopo aver toccato con mano l’entusiasmo di chi lo aveva letto”. Sottolinea la scelta di puntare su una storia in cui “i lettori si potessero riconoscere. E’ chiaro, poi, che emerge con forza la necessità di semplificare le pratiche burocratiche che caratterizzano l’adozione, senza mai smettere di tutelare i bambini. Non è stato facile fare i conti con un sistema che chiede che il desiderio di diventare genitori passi attraverso un metal detector morale e sanitario. Per mettere al mondo un figlio nessuno ti chiede analisi o certificazioni di stabilità emotiva. Nessuno chiede a chi genera un figlio se è pronto a sostenerlo emotivamente, se sa gestire la frustrazione, se ha imparato a sopportare la fatica dell’amore quotidiano Per adottare sì. Fino ai colloqui con l’assistente sociale in cui ogni esitazione poteva diventare un indizio. Un percorso umiliante e faticoso ma abbiamo sempre pensato ne valesse la pena”. con la consapevolezza che “diventare madre è scegliere ogni giorno di restare, di affrontare le paure, di vincere le eredità di dolore”. E confessa come “Tutto è cominciato perchè mio marito voleva un figlio. Ma appena Karim è arrivato, siamo stati subito famiglia” E’ Maria Grazia Cataldi a soffermarsi sul senso del libro “la storia di un’adozione lungo un percorso che non è mai scontato” per ricordare come la procreazione rappresentava una tappa obbligata per le giovani donne. Mentre la protagonista del libro confessa al marito di non aver mai desiderato un figlio, anche a causa di una dolorosa esperienza personale “Scoprirà un po’ alla volta che qualcosa era cambiato dentro di lei, che cominciava a sperare in un’altra possibilità. I genitori dovranno però sottoporsi a una trafila complessa, sottoponendosi a dei veri esami che possano valutarne l’idoneità educativa ed emotiva”. E’ l’editore Mario Rovinello a sottolineare la forza di un romanzo che si fa strumento attraverso cui l’autrice esplora la propria interiorità, scritto con grande attenzione al linguaggio, attraverso un uso sapiente delle figure retoriche e un alternarsi costante dei piani cronologici: “Un romanzo che ci ricorda quanto sia importante educare le nuove generazioni ai sentimenti”.
Karim, il bambino dal compleanno inventato, Brancato: l’adozione come possibilità malgrado le tante difficoltà burocratiche
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