Grottaminarda – Di prima mattina, prima del risveglio muscolare in programma, i ragazzi e le ragazze del primo GrottaQueerFest sono già in piazza per montare banchetti e palloncini gialli e blu, per iniziare la loro giornata. Mentre si aspettavano i pullman provenienti da Roma e Napoli.Una comunità che si sposta nei piccoli centri, dalle grandi città, perché la comunità queer vive ovunque. Un festival, dato dal segno dei tempi, in cui si intrecciano condizione umana, esperienze personali, identità, senso di comunità, cultura, spettacolo, arte. Quello che ognuno di noi è. In provincia, lontano dalle grandi città, per sottolineare che tutto quello che abbiamo conquistato, i diritti, il grado di civiltà, il modo di pensare non omologato, appartengono anche alle piccole realtà. Come può essere, appunto, Grottaminarda. E’ stato anche un modo per riconoscere, con occhi diversi, la propria cittadina, perché il festival, che ha previto una serie di appuntamenti nel corso dell’intera giornata, davvero intensa, è stato in qualche modo itinerante: si è partiti infatti da piazza XVI Marzo, fino ai giardini, con le performance di alcune artiste. A cui è seguito un incontro pubblico, a palazzo Portoghesi, sede del consiglio comunale della cittadina ufitana: un momento di ascolto e dialogo, non una vera e propria conferenza stampa tradizionale. Nel quale è stato proietttato un cortometraggio su Narcisea, giovane perfomer trans originaria del luogo. Per finire, più tardi, al Castello d’Aquino. Con alcune performance di giovani artiste. Dice Laura: “Siamo felici e orgogliosi per aver portato un poco della nostra cultura, a Grottaminarda, in uno spazio dove conoscerci. E superare, nei grandi come nei piccoli centri, i pregiudizi che ci accompagnano e resistono ancora. Stacchiamoci dalle dinamiche che, non sempre, appaiono trasparenti e genuine. Come sono invece nellenpuccole realtà. Questo potrebbe essere un buon momento per aprire un foglio bianco sul quale scrivere e cominciare a parlare. Insieme”. Il vicesindaco di Grottaminarda Antonio Vitale, delegato all’Inclusione, mette l’accento sul “confronto e la riflessione a cui ci deve portare la giornata di oggi. Oggi Grottaminarda sj propone per essere comunità che sa accogliere e capire le persone e le valorizza.La libertà è un concetto molto importante che deve emergere. Il fatto che anche qui, la comunità queer, debba sentirsi libera di esprimersi: dobbiamo stigmatizzare gli stereotipi, ognu persona non deve sentirsi giudicata, né tantomeno esclusa. Deve invece essere autentica e non essere giudicata in base a quello che è il proprio percorso di vita”.
Il programma del “Grotta Queer Fest” ha compreso inoltre teatrodanza, interventi urbani, incontri pubblici, installazioni relazionali. Il GrottaQueerFest nasce da una idea di Marco Lombardo, Enrico Gaggiotti,Ivan Braconi, Laura Mello, Jacopo Rossetti, Alessandro Nicotera, Bernarda Ferragamo, Antonella Esperto, Alec Trenta, Ginevra Gannuscio.


