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Rinasce il Mavi di Lacedonia, memoria e identità

Rinasce il MAVI-Museo Antropologico Visivo Irpino di Lacedonia, riaperto al pubblico con un nuovo allestimento, dopo una completa ristrutturazione finanziata con fondi del P.S.R. Campania 2014-2020 grazie a un progetto di +tstudio presentato dal Comune di Lacedonia. Torna quindi accessibile al pubblico, in un dispositivo del tutto rinnovato, con una selezione di stampe fotografiche di alta qualità eseguite dai negativi originali e altri materiali cartacei e digitali, lo straordinario studio di comunità realizzato a Lacedonia per mezzo delle immagini fotografiche da Frank Cancian nel lontano 1957, che sessant’anni dopo fu donato dall’antropologo americano al MAVI e ne costituisce il patrimonio fondamentale.

Per citare Francesco Faeta, docente universitario di Antropologia, uno dei maggiori esperti italiani di antropologia visuale, questa collezione costituisce «uno straordinario studio di comunità attraverso la fotografia, che resta uno dei più rilevanti frutti dell’impegno delle scienze sociali americane, particolarmente negli anni Cinquanta e Sessanta, nel nostro Paese. (…) Nessun antropologo che abbia studiato il Mezzogiorno d’Italia in quegli anni – aggiunge Faeta – ci ha lasciato un più vivido e completo ritratto di comunità».

Il valore scientifico ed estetico di questo patrimonio conferisce al MAVI un ruolo di primo piano nell’ambito dei centri culturali irpini e di tutto il Sud interno. Oltre a custodire il fondo Cancian, il museo espone mostre temporanee e realizza attività di animazione culturale, divulgazione e ricerca.

Pertanto, nella stessa occasione sarà inaugurata la mostra multimediale “It’s All In My Head” della fotografa documentarista e artista visiva nigeriana Etinosa Yvonne, già presentata alla Biennale di arte contemporanea di Berlino, prodotta in Italia dal festival Castelnuovo Fotografia e prestata da questo al MAVI nell’ambito di una partnership con il festival diretto dalla storica dell’arte Michela Becchis e dall’architetta Elisabetta Portoghese. Il progetto di Etinosa Yvonne è tuttora in corso: tramite conversazioni che si trasformano in ritratti fotografici sovrapposti a testi accompagnate da immagini in movimento, esso interpella i sopravvissuti al terrorismo e ai casi di estrema crudeltà in Nigeria focalizzando l’impatto di queste atrocità sulla salute mentale e psicologica delle persone.

La partnership con Castelnuovo Fotografia proseguirà poi con l’esposizione di una selezione di stampe di Frank Cancian, prestate dal MAVI, nella prossima edizione del festival che si terrà a Castelnuovo di Porto (Rm) dal 22 al 30 giugno.

Infine, sarà tagliato il nastro della Biblioteca degli Autori Irpini, la più vasta collezione esistente – grazie a centinaia di donatori – di libri di autori del nostro territorio, o che l’abbiano raccontato o analizzato. A questa iniziativa sarà inoltre dedicato un appuntamento specifico il giorno successivo alle 16:30.

Oltre al Sindaco di Lacedonia Antonio Di Conza e alla Direttrice del MAVI Giovanna SIlvestri, parteciperanno all’evento del 25 maggio al MAVI il Presidente della Provincia di Avellino Rizieri Buonopane, la Presidente della Città dell’Alta Irpinia Rosanna Repole, la Destination Manager della DMO Irpinia Emanuela Sica.

Il già citato prof. Francesco Faeta terrà un intervento sul tema “Analisi scientifica, divulgazione, musealizzazione dell’opera etnofotografica di Frank Cancian: un percorso e alcuni sviluppi possibili”, mentre l’arch. Enzo Tenore, progettista per +tstudio della ristrutturazione del museo, interverrà sul tema “Il nuovo allestimento del MAVI: un dispositivo architettonico per valorizzare, preservare, promuovere”. Al termine, visita dell’intera struttura museale.

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