Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha fatto tappa oggi, in Irpinia, presso il Palazzo di Governo, per sottoscrivere insieme al prefetto Rossana Riflesso e a 26 sindaci della provincia di Avellino i “Patti per la sicurezza urbana”. Si tratta di 2 milioni di euro di fondi che renderanno operativi i progetti di videosorveglianza sui territori.
Le risorse, messe a disposizione dal Viminale con fondi del Programma Operativo Complementare “Legalità”, mirano a sostenere lo sviluppo di progetti a livello locale, con l’obiettivo di innalzare ulteriormente le condizioni di legalità e sicurezza sul territorio
Ma oltre al tema della sicurezza nei territori, il capo del Viminale si è soffermato sulle prossime elezioni comunali nel capoluogo irpino. Con la presentazione delle liste attesa entro una trentina di giorni, la coalizione dei centrodestra mostra segnali di tensione interna: da un lato la posizione netta di Forza Italia, dall’altro orientamenti che sembrano divergere. Un’occasione che il Ministro non ha lasciato cadere. «Ritengo che il centrodestra debba perseguire anche in questa provincia l’obiettivo dell’unità, così come avviene a livello nazionale, dove si presenta ormai da anni con una coesione solida e riconoscibile», ha dichiarato il Ministro, aggiungendo che «si tratta di una proposta politica omogenea, orientata in una direzione chiara. Questo deve valere anche qui».
“Parliamo, del resto, di un territorio storicamente rilevante sotto il profilo dell’elaborazione politica. Proprio per questo, è necessario a- aggiunge il titolare del Viminale – lavorare con determinazione per consolidare l’unità del centrodestra: questa, a mio avviso, è la direzione da seguire”.
Per il ministro l’ unità non deve realizzarsi per forza mantenendo i simboli dei partiti. “Ciò che conta davvero è la riconoscibilità dell’offerta politica. Credo sia giunto il momento di superare ambiguità e trasversalismi: è legittimo, naturalmente, cercare consenso anche tra elettorati che finora si sono orientati diversamente; altra cosa, però, è rinunciare a esprimere con chiarezza la propria identità politica. Serve dunque una proposta che sia chiara, univoca e immediatamente riconoscibile. Che questo avvenga attraverso i simboli tradizionali o mediante altre forme è una valutazione che spetta ai partiti. È un tema sul quale si potrà discutere. Ciò che davvero importa è che- conclude il titolare del Viminale – emerga con nettezza una proposta politica di centrodestra, forte e coerente, anche in questa provincia”.



