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“Mi avevano offerto la carica di vice sindaco, niente da fare con gli asini del civismo”. Romei punta al ballottaggio

“Persone perbene e liste trasparenti”. Questa è la formula dell’Udc per le amministrative di Avellino. E’ secondo  questi principi che è stata composta la lista dello scudocrociato con candidato sindaco Gennaro Romei. Niente civismo: “Vogliamo rilanciare il simbolo che ha reso grande questa città”, dice il senatore Antonio Milo. “Votiamo gente perbene. E’ il primo passo per rilanciare l’Udc anche in Regione, e per mandare a casa De Luca”.

All’incontro al De La Ville, c’è anche il senatore Ciro Falanga, segretario regionale del partito. Ricorda che rimanere democristiani non è stato facile dopo tangentopoli: “La corrente di Sinistra della Dc individuò in Prodi l’uomo che avrebbe guidato i cattolici in accordo con il Pds. Ne seguì una frattura dolorosa. Da allora sono nati tanti partitini”.
Ma la Dc non può scomparire, i valori restano e uniscono: “Ho voluto fortemente che qui ad Avellino ci fosse il nostro simbolo. Quando una coalizione impone di non esporre i simboli dei partiti ha un sapore strano. Le civiche nascono e muoiono nel giro di una elezione”.

Ad intervenire è poi Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc e deputato. “L’obiettivo è rimettere in piedi la Dc, un partito che si è caratterizzato sempre per competenza e moderazione. E’ ciò che ci vuole oggi contro il populismo. Il problema di fondo è ricostruire partiti che abbiano un senso e abbiano radici”.

Cesa si rifà alla migliore tradizione democristiana, quella irpina, e cita Ciriaco De Mita, Gerardo Bianco, Fiorentino Sullo, Peppino Gargani e Nicola Mancino. Per Cesa, da Avellino può partire un grande progetto nazionale. E “l’eroe” è Romei che si mette al servizio della sua comunità: “Un amministratore di lungo corso – 14 anni in consiglio comunale, ex assessore alla cultura – che conosce bene la città. Siamo un piccolo partito – ammette Cesa – ma portiamo avanti il nostro modo di fare con i nostri principi. Comunque ce l’abbiamo messa tutta per poter presentare un centrodestra unito”.

Però niente da fare. Rino Genovese ha fatto il suo corso ed è andato avanti con la sua formazione civica incamerando Lega e Forza Italia, mentre Fratelli d’Italia ha candidato Modestino Iandoli.
“Mi avevano offerto la carica di vice sindaco se avessi rinunciato al simbolo”, racconta Romei. “Ho scelto il mio partito e i valori in cui credo. E poi con chi avremmo dovuto allearci? Con chi ha sostenuto per cinque anni l’ex amministrazione e poi al primo stormire di fronde lo ha lasciato? Sono turisti per caso, degli asini del civismo. La nostra è una battaglia democristiana. A chi mi chiede che cosa farò al ballottaggio rispondo che noi ci arriveremo.
Perché siamo la lista più bella, ci conosciamo tutti, siamo persone che hanno costruito l’Udc, che non si vergognano del loro simbolo, che hanno qualcosa in cui credono”. (antpica)

 

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