Venerdì, 10 Aprile 2026
00.54 (Roma)

Ultimi articoli

 

La campagna elettorale per il referendum costituzionale che si svolgerà ad ottobre è iniziata con grande anticipo, non appena il disegno di legge Renzi/ Boschi ha completato il suo percorso parlamentare. Da allora non passa giorno che il Presidente del Consiglio, quale che sia l’oc – casione pubblica in cui compare, non lanci messaggi televisivi decantando in termini ultimativi le meraviglie della riforma e minacciando sfracelli se la riforma non venisse approvata, compresa la sua auto immolazione. Come se non bastasse, l’altro giorno il Ministro Boschi ha annunciato trionfale che la riforma determinerà una crescita economica di 10 miliardi per i prossimi 10 anni. Nel frattempo sono partiti appelli ed interviste di politologi, costituzionalisti ed intellettuali vari in carriera che ci spiegano che, anche se la riforma presenta qualche difetto, bisogna comunque approvarla perché questa è l’ultima occasione per salvare il nostro paese. A questo punto dobbiamo chiederci il perché di questa drammatizzazione. Ha osservato Raniero La Valle: “E come se da questi nuovi cinquanta articoli della Costituzione dipendesse il destino della terra, il destino degli italiani e naturalmente il destino del presidente del Consiglio. C’è la mitizzazione di questo evento. Non era mai successo, neanche quando la Costituzione fu scritta, che le alternative del dettato costituzionale venissero sacralizzate, presentate come irrinunciabili dall’una o dall’altra parte, benché i costituenti non fossero certo agnostici ma cattolici o comunisti o socialisti o liberali. Ma ora l’idolo è saltato fuori e non nel campo di quanti difendono la Costituzione del ’48 ma nel campo di quelli che la vogliono rottamare. L’altare all’idolo è la rottamazione stessa. Non ci sarebbe cosa più importante di questa: ce lo chiede la gente – dicono – ce lo chiedono i mercati, ce lo chiede l’Europa, basta un Sì e poi l’Italia riparte e a questo supremo ideale tutto deve essere sacrificato, non solo i duecento senatori, non solo il Senato, non solo il pluralismo della rappresentanza immolato sull’altare dell’Itali – cum, ma la stessa carriera politica del riformatore, il suo destino politico e quello della sua squadra. Se non si vince, a ottobre si va via. Il sacrificio sarà compiuto. E poi, sottinteso, verrà la notte”. Come si spiega questa drammatizzazione? In realtà il merito di questa riforma – secon – do la propaganda del si – è che, per la prima volta, la politica taglia se stessa, cancellando 315 senatori eletti dal popolo italiano, sostituendoli con 95 senatori part-time nominati dai Consigli Regionali (più 5 nominati dal Presidente della Repubblica), pagati dagli enti di appartenenza, col risparmio di qualche milione; di aver soppresso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, di cui nessuno più si ricordava, e di aver tolto le Province dalla Costituzione dopo che la legge Del Rio aveva tolto agli elettori il diritto di eleggere gli organi delle Province; di aver consentito alle Regioni di nominare dei senatori, dopo averle spogliate di poteri tipicamente regionali come il controllo del territorio. In effetti non esiste una relazione logica fra le tanto decantate virtù della riforma e le tanto deprecate conseguenze della sua eventuale bocciatura per cui la causa di questa assolutizzazione della riforma risiede da qualche altra parte. Evidentemente la posta in gioco è un’altra, non può essere il risparmio di qualche milione né tantomeno il taglio di qualche poltrona. Qui c’è di mezzo qualcosa che attiene alla qualità della democrazia. Quello che viene in gioco è l’arresto del ciclo della democrazia costituzionale inaugurato nel ‘900, il ritorno a statuti di tipo autoritario, dove i poteri economici non siano più vincolati dalle regole dello Stato di diritto ed i mercati non più turbati dalla contestazione delle utopie politiche, insomma l’organiz – zazione dei poteri pubblici nella versione più confacente ai bisogni dei poteri privati sovranazionali che guidano la globalizzazione. Riusciranno i nostri eroi a spostare indietro l’orologio della storia? Al popolo italiano l’ardua risposta con il referendum. Domenico Gallo
edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

Si sono concluse, nel peggiore dei modi, le ricerche di Gianfranco De Simone, il panettiere di Mercogliano,di cui non si…

In vista delle festività pasquali, i Carabinieri del NAS di Salerno hanno intensificato i controlli a tutela della salute pubblica…

Sono ore di apprensione in Irpinia per la scomparsa Gianfranco De Simone, di cui si sono perse le tracce, nella…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Promuovere la conoscenza dell’affido familiare e raccontare come possa essere, allo stesso tempo, un aiuto concreto per i minori in difficoltà e un gesto di solidarietà. E’ l’idea da cui nasce il confronto in programma il 10 aprile, presso la Biblioteca Cassese di Atripalda, promosso da Laika. A confrontarsi Cristian...

Ranieri Popoli Domenica 19 aprile, alle ore 19.00, la Compagnia Teatrale Amatoriale “Hyria” , per la Regia di Giovanni Cavaccini e la scenografia di Carmine Ciccone , presenta “La lettera di mammà”, commedia in due atti di Peppino De Filippo. Penultimo appuntamento della ricca stagione messa in scena al Teatro...

E’ La Giusta distanza a rilanciare i tanti interrogativi legati al delitto del vicequestore di Napoli Antonio Ammaturo, ucciso il 15 luglio del 1982 a Napoli dalle Brigate Rosse insieme all’agente di scorta Pasquale Paola. Un delitto, come ribadisce ancora una volta la figlia Graziella, ospite della trasmissione condotta da...

Dopo la designazione del candidato alla Presidenza di Confindustria Avellino per il quadriennio 2026-2030, avvenuto il 23 marzo scorso, il Consiglio Generale dell’Associazione si è riunito nuovamente in data odierna per approvare il programma di attività ed i nominativi dei sei Vice- Presidenti elettivi proposti dal dott. Angelo Petitto. Dopo...

Ultimi articoli

Attualità

E’ La Giusta distanza a rilanciare i tanti interrogativi legati al delitto del vicequestore di Napoli Antonio Ammaturo, ucciso il…

Napoli – Il Comitato Acqua pubblica dell’area Nord e flegrea, torna a parlare dei rischi che, la gestione del servizio…

Questo pomeriggio al Carcere Borbonico di Avellino si è parlato del futuro della Dogana di Avellino: un momento di confronto…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy