Sceglie di celebrare la Liberazione con la proiezione de “La grande ambizione” di Andrea Segre, ritratto attento di Enrico Berlinguer, lo Zia Lidia Social Club. L’appuntamento è in programma il 25 aprile, alle 10, al Partenio. Un ritratto, quello di Berlinguer, che sceglie di partire da un momento cruciale per la storia del Pci. Siamo nel 1973: il golpe di Pinochet in Cile pone fine all’avventura della via democratica al socialismo, e l’eco di questo avvenimento pone seri interrogativi ai vertici del PCI. Berlinguer è convinto della necessità di un affrancamento da Mosca e lo ribadisce ad un incontro ufficiale a Sofia, segnando un’evidente rottura con i governi del Patto di Varsavia, tanto da essere oggetto di un attentato da cui uscì fortunatamente solo ferito. Nel 1978, dopo mesi di incontri con i vertici della DC, i tempi sembrano maturi per l’inizio del “compromesso storico”, ma le BR rapiscono e uccidono Moro, fermando la giusta “ambizione” di Berlinguer. In mezzo, i grandi eventi della storia italiana sono evocati nei dialoghi, nei dubbi, nelle riflessioni di un politico lucidamente consapevole dei rischi e delle difficoltà di una ipotesi di governo.
Aperto da una frase di Gramsci dai ‘Quaderni dal carcere’ che ne giustifica il sottotitolo, il quinto film di finzione di Andrea Segre (più di venti documentari all’attivo) fa sapiente uso dei materiali d’archivio, con grandi scene di massa, per testimoniare la dimensione “popolare” di un partito arrivato ai suoi massimi storici alla fine di un decennio ricco di movimenti ed ideali. Scritto dal regista e da Marco Pettenello, si avvale del montaggio di Jacopo Quadri e delle musiche di Iosonouncane. Presentato in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2024, ottiene quindici candidature ai David di Donatello 2025. A precedere l’incontro la presentazione dell’ album “Stagioni asincrone” di Valentina Mariani e Carlo Olimpico, un viaggio tra rock, new wave, synth e cantautorato italiano, con un’anima profondamente sociale.


