L’appuntamento è fissato per il 29 maggio, a Roma quando il Brescia calcio affronterà il processo di primo grado davanti al Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare.
L’accusa è di aver utilizzato “crediti di imposta ai fini dell’estinzione di debiti fiscali relativi a novembre e dicembre 2024 e gennaio e febbraio 2025, rivelatisi inesistenti”.
La Procura federaleha deferito il club di Massimo Cellino che sostiene di essere stato truffato dalla Alfieri spv srl, la società con sede in via Montenapoleone a Milano, intestata al 25enne di Avellino Gianluca Alfieri, dalla quale il club bresciano aveva acquistato crediti di imposta. “Per un valore complessivo di euro 2.042.755,35, dietro il versamento in favore della Gruppo Alfieri Spv, a seguito dell’esecuzione delle diverse compensazioni, del complessivo corrispettivo di euro 1.572.712,05 (pari al 77% del valore dei predetti crediti come contrattualmente previsto) da quest’ultima fatturati” hanno scritto gli avvocati del Brescia nella memoria difensiva.
E così che il Brescia vuole dimostrare di aver agito in buona fede – avendo pagato attraverso bonifico i crediti di imposta – e contesta poi le tempistiche delle contestazioni mosse dalla procura federale solo il 17 maggio: tre mesi dopo i fatti e a campionato concluso. In attesa di affrontare il percorso con la giustizia sportiva il Brescia calcio accelera sul fronte penale. Il club di Massimo Cellino ha denunciato la Alfieri spv srl, ma anche l’ex direttore generale Luigi Micheli – dimessosi il 17 febbraio – e il commercialista bresciano Marco Gamba che avrebbero avvallato l’operazione. Gli avvocati di Cellino scrivono di “dover ragionevolmente far fronte nell’immediato alle contestazioni rappresentate dall’Agenzia delle Entrate onde scongiurare la nefasta ipotesi dell’esclusione dalla partecipazione al prossimo campionato calcistico, con tutte le intuibili conseguenze che ne deriverebbero sia in termini di operatività aziendale, di danno reputazionale e, non di meno, di disastroso impatto nel tessuto sportivo e sociale della città di Brescia”.


