Una giornata dedicata alla legalità, ai giovani e alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita per lo Stato. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha partecipato all’inaugurazione del nuovo parco giochi intitolato a Paolo Borsellino, realizzato a Montefredanel dal sindaco Ciro Aquino, grazie a un finanziamento del Ministero dell’Interno destinato a iniziative simboliche a sostegno degli amministratori locali vittime di intimidazioni.In apertura, il ministro ha rivolto un pensiero anche al nuovo corso dell’Avellino, esprimendo fiducia per il futuro.
“Parliamo di una figura che è stata un grande campione, addirittura campione del mondo. Il suo arrivo rappresenta una prospettiva importante e porta entusiasmo. Ho letto le sue dichiarazioni e mi sembra animato dalla volontà di fare bene ad Avellino. Per questo siamo fiduciosi e convinti che possa dare un contributo significativo”.
Il parco dedicato a Paolo Borsellino
Piantedosi ha quindi sottolineato il valore dell’iniziativa ospitata a Montefredane.
“Quella di oggi è una giornata speciale. Siamo molto contenti e orgogliosi di aver realizzato qui questo parco giochi dedicato alla legalità. Il finanziamento è stato concesso dal Ministero dell’Interno nell’ambito delle misure rivolte agli amministratori locali che hanno subito atti di intimidazione. La scelta di intitolarlo a Paolo Borsellino ha un significato profondo e un grande valore simbolico”.
Il ministro ha ricordato come il magistrato siciliano non sia stato soltanto un simbolo della lotta alla mafia, ma anche un punto di riferimento per le giovani generazioni.
«Oltre al suo straordinario impegno come magistrato e difensore della legalità, Borsellino ha sempre dedicato grande attenzione ai giovani e alla trasmissione di valori positivi. Per questo intitolargli uno spazio destinato ai bambini e ai ragazzi assume un significato ancora più forte. È un piccolo parco che viene donato alla comunità di Montefredane e siamo davvero felici di questo risultato».
Le minacce agli amministratori locali
Nel corso dell’incontro si è parlato anche dei recenti episodi intimidatori che hanno coinvolto amministratori irpini, tra cui il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, e il sindaco di Taurano, Michele Buonfiglio.
«Purtroppo si tratta di una piaga che stiamo cercando di contrastare a livello nazionale. Non è un fenomeno che riguarda soltanto questo territorio. Proprio per questo, al Ministero dell’Interno abbiamo istituito un osservatorio dedicato agli atti intimidatori contro gli amministratori locali».
Piantedosi ha evidenziato il ruolo cruciale svolto dai sindaci e dagli amministratori.
«Essi rappresentano la prima frontiera dello Stato nei confronti dei cittadini. Nella stragrande maggioranza dei casi questo rapporto produce effetti positivi, ma esistono situazioni nelle quali gli amministratori diventano bersaglio di minacce e pressioni. Lo Stato deve essere loro vicino e sostenerli, perché rappresentano concretamente la presenza delle istituzioni sul territorio».
L’Irpinia e il centrodestra
A una domanda sul futuro del centrodestra in provincia di Avellino e sull’invito rivoltogli dal giornalista Francesco Pionati a svolgere un ruolo più attivo, il ministro ha risposto con cautela.
«Con Francesco Pionati c’è un rapporto di amicizia che risale ai tempi del liceo, oltre a una comune sensibilità politica. Tra qualche giorno torneremo a incontrarci proprio qui in Irpinia per un’altra iniziativa. Per il resto vedremo. Sono disponibile a fare tutto ciò che può essere utile per tutelare, promuovere e valorizzare questo territorio. Le modalità e le forme con cui ciò potrà avvenire le valuteremo insieme».«Per la mia terra ci sarò sempre»
Alla domanda su un possibile futuro impegno politico diretto in Irpinia, Piantedosi non ha chiuso la porta.«Non credo sia necessario parlare oggi di questo. Si può fare del bene e contribuire alla crescita di un territorio anche in altri modi. Ho avuto e continuo ad avere l’onore di rappresentare le istituzioni dello Stato, un ruolo che considero un privilegio. Tuttavia, se dovesse esserci la possibilità o la necessità di fare qualcosa di utile per la mia terra, non mi tirerò mai indietro».
Il caso Isochimica
Infine, il ministro è tornato sulla vicenda dell’Isochimica, tema da anni al centro dell’attenzione pubblica per le conseguenze sanitarie e ambientali legate all’esposizione all’amianto.«Conosco bene questa vicenda, che rappresenta una questione aperta da molti anni e caratterizzata da diversi aspetti. Da una parte vi è il tema del giusto riconoscimento e dell’eventuale indennizzo per chi ha subito danni; dall’altra c’è la necessità di completare il percorso di bonifica del sito».
Piantedosi ha annunciato l’intenzione di approfondire ulteriormente il dossier: «So che la Prefettura sta seguendo la situazione e avevo già intenzione di confrontarmi con il prefetto su questo tema. Anche su questa vicenda cercherò di dare il mio contributo e di impegnarmi per quanto possibile».
Al termine dell’incontro, il ministro ha salutato i presenti, ribadendo la vicinanza delle istituzioni alle comunità locali e agli amministratori impegnati quotidianamente nella difesa della legalità e del bene comune.




