“Da quando si è diffusa la notizia dell’ordinanza di sgombero (clicca qui per leggere l’articolo) sto ricevendo decine di telefonate dalla gente del quartiere: tutti preoccupati che ci vengano a chiudere la sede”: Modestino Cucciniello, presidente della Pro Loco di rione San Tommaso (intitolata al fratello Gerardo) rassicura tutti. “La questione burocratica con il Comune la risolveremo, ci sono tutti i presupposti per regolarizzare le autorizzazioni mancanti, basta un po’ di buona volontà, quindi nessuno ci caccerà dalla nostra ormai storica sede. Non ce ne andremo e continueranno tutte le attività programmate per i prossimi mesi”. E in effetti, quando Modestino ci accoglie per questa intervista nei locali della Pro Loco in piazza Don Luigi Sturzo di San Tommaso, la prima cosa che ci mostra è una cartellina piena di prenotazioni per le attività estive: “Abbiamo in calendario feste ed eventi fino a settembre inoltrato. Sono in tantissimi che si rivolgono a noi, e non solo residenti del quartiere, anche dal centro città. A tutte le persone che in questi due giorni mi hanno chiamato preoccupate dico di stare tranquille. Nessuno fermerà le attività di incontro e socializzazione che mettiamo da decenni al servizio della comunità. E nessuno toglierà dall’ingresso, come pure hanno già provato a fare una volta, quella targa affissa in memoria di mio fratello Gerardo. Risolveremo tutto nel migliore dei modi”.
E il migliore dei modi è semplice (almeno in apparenza), come ci spiega Modestino: “Basta che l’ente proceda con l’accatastamento di questi locali, cosa mai fatta fino ad oggi, e poi stipuli con la nostra Pro Loco un nuovo contratto di concessione d’uso. Noi siamo pronti a coprire la parte di spese che ci compete. Diamo la nostra totale disponibilità a risolvere la questione nel più breve tempo possibile, invitando ad interessarsene anche la nuova Amministrazione comunale che si dovrebbe insediare ufficialmente nei prossimi giorni. Perché una banale questione burocratica non può mettere in discussione l’impegno sociale che portiamo avanti senza chiedere nulla in cambio. Ho 83 anni e faccio questo da quando ero giovane. Siamo un luogo di accoglienza e ritrovo non solo per la numerosa comunità del quartiere ma dell’intera città di Avellino”.
L’INGHIPPO BUROCRATICO
I locali in cui svolge le proprie attività sociali la Pro Loco ‘G. Cucciniello’ sorgono accanto al Centro Sociale di San Tommaso, un grosso edificio su due piani che ospita anche la biblioteca pubblica e che fino ai primi anni 2000 è stato anche sede della Terza Circoscrizione. Una grande struttura costruita tra la fine degli anni ’70 e gli inizi dell’80 che dopo aver resistito al terremoto ha svolto sempre una funzione aggregativa e sociale, diventando per un periodo anche la sede della squadra di basket della città (con gli spogliatoi ricavati proprio nei locali ora finiti al centro di questo inghippo burocratico). Erano gli anni gloriosi della promozione in serie A dell’Avellino calcio, e nel frattempo, dopo una prima sede allocata all’ingresso del rione, nel 2010, il sindaco Giuseppe Galasso mantenne l’impegno di intitolare questi nuovi locali di piazza Sturzo alla memoria di Gerardo Cucciniello, e qui vi si trasferì la Pro Loco.
IN 15 ANNI NESSUNO SI ERA ACCORTO DEL MANCATO ACCATASTAMENTO
Da quel 2010/2011 sono passati 15 anni, ma mai nessuno si è accorto che non era mai stato formalizzato l’atto di accatastamento di questi locali. Una ‘pura formalità’ che però è finita ora nel mirino della rigorosa attività di controllo messa in atto dal commissario straordinario Giuliana Perrotta (commissario prefettizio che si è insediato alla guida del Comune nel luglio del 2025 dopo la caduta dell’Amministrazione Nargi): Perrotta ha chiesto agli uffici tecnici di passare al setaccio tutte le pratiche inerenti il patrimonio comunale e quando si è arrivati al centro sociale di rione San Tommaso è esploso il ‘caso Pro Loco’.
LA CONCESSIONE DA RINNOVARE OGNI ANNO E IL CONTRATTO NON FIRMATO
Agli ‘occupanti’ è stato contestato anche il fatto di non aver mai rinnovato la concessione d’uso: secondo il contratto bisognava rinnovarla di anno in anno, con apposita delibera di consiglio comunale, ma dopo la prima assegnazione, e cioè dal 2011 in poi, quel rinnovo non è mai stato deliberato. Anche su questo punto Modestino Cucciniello spiega: “Quel rinnovo annuale è previsto in un contratto di concessione che nessuno ha mai firmato”. E quindi anche qui siamo di fronte ad un errore formale che però, con un po’ di buona volontà, si potrebbe correggere e superare, tenuto conto del fatto che il ‘bene superiore’ da tutelare è quello di un servizio pubblico che si rischia di interrompere.
LA SCADENZA DEL 24 GIUGNO PROSSIMO E L’INSEDIAMENTO DEL NUOVO SINDACO PIZZA
Fatto sta che nel frattempo è partita dagli uffici comunali questa ordinanza di sgombero, giunta al termine di un fitto scambio di richieste e controdeduzioni partito alla fine del 2025 e che non ha avuto l’effetto sperato. Anche perché alcuni atti semplicemente non ci sono: non li possiedono né gli attuali gestori di quei locali, né il Comune. “Per rimettere tutto in regola – dice Modestino – ora il Comune potrebbe procedere con l’accatastamento di questi locali, così poi potremo stipulare una nuova concessione d’uso, allo stesso modo di quanto il Comune ha fatto in questi anni in altre zone della città. Faccio solo un esempio, in località Quattrograna nel 2019 hanno assegnato alla Caritas un locale di 500 metri, gratis. Ed è stata una cosa buona e giusta perché il Comune deve favorire in ogni modo possibile questo tipo di attività sociali. Noi questo abbiamo sempre fatto con la nostra Pro Loco, prendendo in eredità il testimone dal comitato di quartiere nato qui negli anni ’60, e questo vogliamo continuare a fare”.
“SE QUALCUNO PENSA DI TOGLIERE I LOCALI A NOI PER DARLI AD UN’ALTRA ASSOCIAZIONE O AD UN PRIVATO, SI SBAGLIANO”
Tecnicamente il termine ultimo fissato dall’ordinanza di sgombero è il prossimo 24 giugno, e per quella data dovrebbe essersi già insediato il nuovo sindaco Nello Pizza: magari potrà intervenire in maniera efficace per risolvere la questione nel migliore dei modi. Del resto nel suo programma elettorale c’era un intero capitolo dedicato all’impegno che avrebbe voluto mettere in pratica proprio sul fronte del sociale. Un impegno che viene preso spesso dai politici e che però spesso finisce per essere puntualmente subordinato ad altre necessità ed altri interessi: “Invece di invogliare i pochi volontari che impiegano il proprio tempo in favore della popolazione – dice in proposito Modestino –, ci intimano lo sgombero, è il colmo. Non è colpa nostra se oggi si scopre che non c’è l’accatastamento per questi locali. Noi vogliamo pagare quello che ci spetta, ma se qualcuno pensa di toglierli a noi per darli ad un’altra associazione o ad un privato, sta sbagliando di grosso. Vogliamo che sia rispettato l’impegno preso dal Comune nel 2010: mio fratello meritava questa intitolazione, così come è stato giusto intestare lo stadio Partenio ad Adriano Lombardi o il Palazzetto dello Sport a Mimmo Bellizzi. Questo locale rimarrà intestato a Gerardo Cucciniello”.











ho letto con molta attenzione l’articolo relativo allo sgombero della Pro Loco nel Rione S Tommaso e deduco che ciò che ha detto il Sig.Cucvinirllo Modestino perdona seria e che ha sempre prodigato per il bene del Rione è pura verità per cui prima di scrivere certe nefandezze si documentassero come stanno effettivamente le cose Al Sig. Cucciniello dico solo una cosa non rimarrai mai solo a che la Pro Loco Gerardo Cucciniello rimanga sempre in attività