Sabato, 24 Ottobre 2026
23.57 (Roma)

Ultimi articoli

Così l’Irpinia non ha futuro

 

L’Irpinia ha ancora un futuro? Potrà averlo se la finiamo di piangerci addosso e di gridare al governo ladro e cominciamo sul serio a fare da soli! Le intelligenze ci sono e le risorse pure: basta saperle sfruttare e valorizzare. Certo, c’è un ma grande quanto una casa, una mediocre classe politica che predilige una altrettanto mediocre classe dirigente, che fa la sua fortuna appunto perché si mette al suo servizio a suo favore, sapendo benissimo che deve, spesso, barattare la propria dignità con la fedeltà al potente di turno, salvo offrirsi al successore. I nostri consiglieri regionali sono un esempio illuminante di mediocrità culturale e politica. Pensano ancora che emanare o ripristinare regole per dare incarichi e posti di lavoro ad amici e parenti, rientri nelle loro funzioni e che i cittadini li approvino senza batter ciglio anche quando si supera ogni limite di decenza e la protesta si fa generale, salvo a fare marcia indietro, senza dimettersi o arrossire, pensando al prossimo tentativo ad acque calme! Per molti l’esercizio della politica non è un servizio che si rende alla Comunità ma una sistemazione professionale, un trampolino di lancio, un modo più agiato di vivere a spese dei contribuenti ed il clientelismo e l’assistenzialismo sono i mezzi per mantenersi a galla. Fino a quando avremo questa classe politica e questa classe dirigente, purtroppo, non andremo da nessuna parte. Lo capiranno i giovani, alcuni dei quali devono, purtroppo, aggrapparsi alle tante promesse dei politici perché non sanno più a quale santo votarsi, e rendersi conto che il loro futuro se lo devono inventare e costruire da sé? Come stanno facendo alcuni coraggiosi in Campania ed anche in Irpinia con l’agricoltura, l’informatica, il turismo. Il caso di un giovane laureato di uno sperduto paese dell’Alta Irpinia, dove le strade sono ancora quelle dell’ottocento e l’agricoltura abbandonata come le case, ha capito la lezione ed invece di emigrare, come hanno fatto molti, ha sfruttato i propri terreni, nei quali in passato si coltivava orzo che nessuno comprava, ed ha creato dal nulla un’azienda per produrre una buona birra artigiana, fatta con il prodotto della sua terra e di altri che si sono messi a coltivarlo. Ha valorizzato ed incrementato manodopera locale e spinto a ricoltivare i campi abbandonati. Il suo coraggio e la sua intelligenza è stata premiata e la sua birra va a ruba anche grazie ad un mercato globalizzato che ha annullato le distanze. Dal piccolo garage e dai pochi macchinari sta ingrandendo l’azienda con la costruzione di un più grande e moderno capannone. Altri giovani, sulla scia dei Mastroberardino, dei Capaldo, dei Molettieri e dei Caggiano stanno facendo fortuna con i vini che producono di elevata e si impongono nei mercato stranieri. Purtroppo sono ancora pochi e vengono spesso lasciati soli perché la politica per loro è totalmente assente. Pochi aiuti finanziari elargiti in maniera clientelare che, spesso, vengono utilizzati impropriamente, come per i tanti agriturismo che sono vere e proprie trattorie. Fare impresa in Campania è difficile, farlo in Irpinia quasi impossibile. Eppure la politica dovrebbe semplificare la vita delle aziende, aiutarle a crescere e favorirne la nascita. A queste problematiche dovrebbe essere rivolto un impegno totale favorendo una conoscenza una partecipazione allargata, una consulenza ed un accesso al credito. I dati statistici sull’economia, invece, sono pessimi. Dal 2008 al 2014 il prodotto interno lordo italiano è calato del 9%, quello della Campania del 14%. Siamo al terzultimo posto per ricchezza individuale: 16.335 euro: meno della metà delle regioni del centro Nord. A Napoli, Salerno e Caserta qualcosa comincia a muoversi: giovani innovativi e coraggiosi e isolati; ancora molta poca cosa, ma da noi ancora meno. “Svegliati sud” è un libriccino, curato da Giuseppe Giacovazzo, che raccoglie alcuni discorsi di Sturzo sulla questione meridionale. Ne riportiamo una frase: “La redenzione comincia da noi. La nostra parola è questa: il Mezzogiorno salvi il Mezzogiorno! Così il resto d’Italia riconoscerà che il nostro problema è nazionale e unitario, basato sostanzialmente sulla chiara visione di una politica italiana mediterranea e di una valorizzazione delle nostre forze”. A quasi un secolo di distanza, siamo ancora al nastro di partenza!

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

L’episodio si è verificato questa mattina sulla Linea 08NA nel territorio di Scampia. Un uomo è salito a bordo del…

Pomeriggio di intenso lavoro per i Carabinieri della Stazione di Montoro che, nell’ambito di due distinte operazioni di controllo del…

Questa mattina a Torrioni è stato rintracciato e tratto in salvo un 86enne del posto che dalla serata di ieri…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“L’approvazione al Congresso federale della Lega della mozione per il Mezzogiorno riconosce il ruolo centrale del Sud nel progetto nazionale del partito. È il risultato di un percorso condiviso con parlamentari, sindaci, amministratori e rappresentanti del mondo produttivo e della società civile. La mozione propone un federalismo fondato sull’unità nella...

In una solenne celebrazione con la presenza di mons. Edgar Peńa Parra, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, nell’affollata cattedrale di Terni, ha fatto il suo ingresso come Vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Alfonso Raimo. Il presule, nato a Calabritto (Av) nel 1959, aveva ricevuto l’ordinazione episcopale...

Anche Libera Avellino ha voluto far sentire la propria voce, scendendo in piazza a Castel Volturno insieme al Comitato regionale “No CPR né a Castel Volturno né altrove” e alle tante realtà territoriali che hanno raccolto l’appello di Mons. Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, unite da...

AVELLINO – Quanto spazio resta all’autenticità delle relazioni in una società che premia l’apparire? È la domanda al centro di L’officina dei narcisisti. Come la società contemporanea alimenta il narcisismo, il libro di Carlo de la Ville sur Illon, pubblicato da Armando Editore, che sarà presentato giovedì 29 ottobre, alle...

Ultimi articoli

Attualità

Anche Libera Avellino ha voluto far sentire la propria voce, scendendo in piazza a Castel Volturno insieme al Comitato regionale…

Arriva dal vescovo di Ariano Irpino e Lacedonia Sergio Melillo una riflessione su mondo agricolo e aree interne del Mezzogiorno…

Sul caso della stazione ferroviaria di Avellino il consigliere comunale di maggioranza Gino Iannace (Noi di Centro) prova a dare…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy