Rosa Bianco
Nel cuore dell’Irpinia, tra le antiche mura del Castello Caracciolo di Montefredane, ieri si è tenuto un convegno che è andato ben oltre i confini di una semplice tavola rotonda. “Custodiamo il Creato – Dall’Enciclica Laudato si’ un monito universale”, promosso dall’Osservatorio Regionale Gestione Rifiuti (ORGR), ha rappresentato un punto di svolta nel dialogo tra istituzioni, mondo accademico e comunità civile su temi cruciali come acqua, aria, rifiuti ed economia circolare.
Non è stato un caso che il titolo abbia richiamato esplicitamente l’enciclica di Papa Francesco. Laudato si’ non è stato solo un documento dottrinale, ma un appello etico, civile e politico che ha invitato a una visione ecologica integrata e inclusiva. Montefredane ha raccolto questo appello, facendo da palcoscenico a un confronto autentico tra voci diverse, ma unite dalla responsabilità di proteggere il futuro del nostro ecosistema.
L’intervento del prof. Giuseppe Acocella, Magnifico Rettore dell’Università Telematica Giustino Fortunato, ha dato spessore scientifico alla riflessione, sottolineando come sostenibilità e formazione siano stati inscindibili. La presenza di dirigenti scolastici, parroci, tecnici ambientali e amministratori locali ha completato il quadro, dimostrando che la transizione ecologica non è potuta essere calata dall’alto, ma si è dovuta radicare nei territori, nelle parrocchie, nelle scuole, nelle abitudini quotidiane.
Un elogio particolare è stato rivolto all’Amministrazione comunale di Montefredane, guidata con competenza e visione dal sindaco Ciro Aquino, che da tempo ha fatto della sostenibilità ambientale un pilastro della propria azione amministrativa. Non è stato un caso che già il 19 luglio 2015 Montefredane abbia ricevuto la Bandiera di Paese Sostenibile, entrando ufficialmente a far parte dell’Associazione Nazionale dei Paesi Sostenibili. Un riconoscimento che ha testimoniato un impegno concreto e coerente nel tempo, fatto di scelte virtuose, progettualità condivise e attenzione al territorio.
In particolare, l’intervento del sen. Enzo De Luca, presidente dell’ORGR, ha restituito alla politica il suo compito più nobile: essere guida lungimirante nelle sfide ambientali che attendono la Campania. Il suo appello alla corresponsabilità tra enti, cittadini e imprese è risuonato come un invito a riscrivere il patto sociale su nuove basi: non più consumo e scarto, ma rigenerazione e cura.
Il convegno è stato inserito in un progetto più ampio, “Campania Sostenibile”, che punta a rendere la nostra regione un laboratorio nazionale per buone pratiche ecologiche, coinvolgendo non solo amministrazioni e tecnici, ma anche famiglie, giovani e comunità religiose. È questa la forza del modello campano: una sostenibilità che non è solo ambientale, ma anche culturale, educativa e spirituale.
In un tempo in cui le emergenze climatiche si sono fatte sempre più pressanti e l’opinione pubblica è apparsa affaticata da promesse disattese, Montefredane ha offerto un segnale diverso: il cambiamento è possibile, ma ha bisogno di visione, ascolto e alleanze. Ed è proprio questa sinergia tra istituzioni, università e società civile che può trasformare la Campania da terra ferita a terra guida.
Perché custodire il Creato significa, prima di tutto, custodire l’umano. E la Campania, con la sua storia, la sua bellezza e la sua capacità di resilienza, può essere protagonista di un nuovo umanesimo ecologico.


