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Lettera aperta a Monteverde. Il grido di dolore di un emigrante: “Salvate i nostri nonni”

Arriva da un irpino emigrato al Nord Italia un’appassionata e struggente lettera aperta dedicata al proprio paese di origine, Monteverde. Una lettera che è un appello alle istituzioni, ma non solo, affinché ci si prenda cura della poca popolazione rimasta, per lo più composta da anziani.

LETTERA APERTA A MONTEVERDE

“Povero il mio piccolo paese. Ogni giorno che passa si immiserisce sempre di più. Ogni giorno che passa perde la sua anima, perde il suo cuore, perde la sua emozione! Non ci sono occhi, non c’è nessun interesse e nessun pensiero per l’unica ricchezza da proteggere che è rimasta a Monteverde: i vecchi e gli anziani, con i loro problemi e le loro difficoltà fisiche ed emotive. Che cosa è un paese, una comunità, se perde di vista la tutela delle fragilità dei nostri nonni che, più di altri, hanno bisogno di essere salvaguardati perché soli”.

“Un’unica struttura c’era! Da sempre destinata, nei progetti passati, a casa di riposo per i numerosi anziani che erano rimasti a Monteverde. Anziani radicati e ancorati al territorio che li ha forgiati, per spirito di appartenenza, rifiutando il distacco dal luogo natio, ben consapevoli di affrontare le difficoltà della vecchiaia. Soli con la loro solitudine. Anziani lasciati, trascurati, incustoditi perché i figli sono emigrati altrove alla ricerca di un futuro diverso e non sempre migliore. Una casa di riposo mai più realizzata, spegnendo i sogni e la speranza dei nostri vecchi che nel frattempo se ne sono andati per un riposo eterno portandosi l’inutile ed agognata attesa nel loro cuore”.

“Una struttura usata, disusata, sfrattata ed abusata nei modi più disparati nel corso degli anni, accantonando definitivamente l’unico progetto che avrebbe dovuto essere il primo pensiero di ogni amministrazione che si è succeduta. Ora, seguendo i tempi moderni e frivoli, ne hanno fatto una Heart’s Home, inglesizzando il nome per apparire più evoluti e alla moda sui social per camuffare una struttura ricettiva… ma per chi? Dove sono queste orde di turisti che non riescono a trovare alloggi per soggiornare se il turismo da noi si riduce a una ‘toccata e fuga’ per non mettere mani al portafoglio”.

“Sinceramente Monteverde non ne aveva bisogno. O almeno non era una cosa di primaria importanza. Ci sono ben altri programmi nel nostro paese, ma si sa, per questo ci vuole impegno e sensibilità. E’ più facile e bello apparire sui social per un progetto messo in campo all’ultimo momento con una struttura esistente da tantissimi anni che realizzarne uno con impegno, motivazione e mettendoci il cuore. Ma a Monteverde tutto è stato già fatto, già costruito, già realizzato da altri. Le strutture ci sono. Bisogna solo trovare il modo di riempire le pagine dei social e dei giornali per seguire le tendenze del momento. Che delusione!”.

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