L’Irpinia, un tempo terra d’acqua, vive oggi una crisi idrica sempre più profonda. Il Comitato “Uniamoci per l’Acqua” torna a lanciare l’allarme, chiedendo interventi urgenti e una gestione coordinata del servizio idrico.
Come ha spiegato il geologo Sabino Aquino, le cause del problema non si limitano alla riduzione delle piogge e alla scomparsa delle nevicate, ma affondano nella mancata manutenzione delle infrastrutture e nella cattiva gestione del sistema idrico. «Gli impianti sono vecchi, i serbatoi perdono e le condotte continuano a disperdere risorse — ha sottolineato Aquino —. L’acqua c’è, ma non viene gestita in modo efficiente».
La situazione, già complessa, è aggravata dall’istituzione dell’Ato unico regionale e dei distretti idrici, che hanno ridotto l’autonomia decisionale dei territori sorgentizi. «Le comunità che custodiscono le sorgenti pagano spesso più di chi ne beneficia a valle — evidenzia il Comitato —. È un sistema che penalizza proprio chi garantisce la risorsa».
Da qui le richieste avanzate dal Comitato: una regia unica regionale del servizio idrico integrato, con criteri equi di perequazione tariffaria; un piano straordinario di manutenzione di impianti e serbatoi, con pompe di riserva e sistemi di monitoraggio in tempo reale; ristori vincolati per i Comuni-sorgente, da destinare esclusivamente alla tutela degli acquiferi e al rifacimento delle reti; trasparenza totale sui dati di gestione, con pubblicazione online di portate, guasti e costi.
Il Comitato chiede alle istituzioni regionali e nazionali di abbandonare le promesse e passare ai fatti. «L’acqua è un diritto essenziale — affermano i promotori —. L’Irpinia non può continuare a subire scelte calate dall’alto. Servono atti concreti, risorse certe e una governance che restituisca voce ai territori sorgentizi».
A corredo dell’appello, il Comitato ha diffuso l’immagine simbolica “Irpinia senz’acqua”, emblema di una terra che rischia di perdere il bene più prezioso.

