di Rosa Bianco
C’è un tempo dell’arte che non coincide con l’urgenza del presente, ma con la sua necessità più profonda. PLANET 2, CIELO, mostra personale di Lucia Ausilio ospitata negli spazi monumentali di Palazzo Caracciolo Naples, Hilton-affiliate, che si inaugura oggi e sarà visitabile da oggi fino al 29 Marzo 2026 appartiene con decisione a questo tempo: un tempo lungo, meditativo, che invita a rallentare lo sguardo e a riconoscere la trama invisibile che lega ogni forma di vita. Dopo la potente inaugurazione alla Reggia di Caserta, il progetto Planet trova a Napoli una nuova risonanza. Palazzo Caracciolo, con la sua architettura stratificata e la memoria silenziosa dei luoghi attraversati nei secoli, non è semplice contenitore, ma interlocutore attivo. Qui l’arte contemporanea non si sovrappone alla storia: la ascolta, la attraversa, la trasforma in eco. È in questo dialogo che il lavoro di Lucia Ausilio dispiega tutta la sua forza. Planet 2, Cielo è una dichiarazione poetica e, insieme, un gesto etico. L’artista mette in scena un universo in cui l’essere umano perde il proprio primato per riconoscersi parte di un sistema più ampio, fragile e sacro. Insetti, elementi naturali, forme arcaiche e presenze luminose abitano lo spazio come segni di una cosmologia possibile, dove ogni creatura – anche la più marginale, la più temuta – rivendica il proprio ruolo essenziale nell’equilibrio del mondo. La pittura di Lucia Ausilio è insieme carnale e spirituale. Le superfici metalliche che rifrangono la luce, i colori vibranti, le figure sospese tra realtà e simbolo costruiscono un’esperienza immersiva che non chiede di essere decifrata, ma attraversata. Le sculture, con i loro volti antichi rivolti verso l’alto, instaurano un asse verticale che unisce terra e cielo, materia e trascendenza, ricordando che ogni atto umano è anche una tensione verso l’altro, verso l’altrove. La formazione multidisciplinare dell’artista – restauratrice, designer, pittrice, scultrice, insegnante di yoga – non è un dato biografico, ma una chiave di lettura. In Planet confluiscono saperi, gesti e pratiche che hanno a che fare con la cura, con l’ascolto, con la consapevolezza. Le esperienze vissute tra Europa, Stati Uniti e India emergono come sedimentazioni interiori, trasformate in un linguaggio universale che parla di interconnessione e responsabilità. La curatela di Alessandra Pacelli accompagna e amplifica questa visione, restituendo all’opera la sua dimensione rituale. Io sono albero, insetto, foglia, nuvola: la frase che attraversa il progetto non è una metafora, ma una presa di posizione. In un’epoca segnata dalla separazione e dallo sfruttamento, Lucia Ausilio propone un’immagine radicale di appartenenza, in cui abitare il pianeta significa riconoscersi parte di un unico respiro collettivo. PLANET 2, CIELO non è soltanto una mostra: è un invito. A ripensare il nostro posto nel mondo, a riconoscere la sacralità del vivente, a immaginare un futuro fondato non sul dominio, ma sulla relazione. In questo senso, l’arte della poliedrica artista si afferma come spazio di resistenza poetica e come esercizio di visione, capace di tenere insieme memoria e possibilità, silenzio e luce, terra e cielo.



