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Settimana Santa, a Melito: “La Vestizione dell’Addolorata ponte fra generazioni, simbolo di fede, tradizione e bellezza”

di Egidio Leonardo Caruso

Mercoledì Santo 1 Aprile 2026, una data che resterà per sempre impressa nella mente e nel cuore di tutti i cittadini melitesi, in una Chiesa Madre stracolma si è rinnovato un rito antichissimo, la Vestizione di Maria Santissima Addolorata. Da sempre tutto il popolo melitese custodisce un legame forte verso l’Addolorata, fatto di grande amore e venerazione, a Melito Vecchia la Chiesa Madre, realizzata grazie alle donazioni dei tanti emigrati in America tra il 1890 e il 1920, oggi inaccessibile perché pericolante, portava il suo nome insieme a quello di Sant’Egidio Abate, Patrono del Paese. La statua della Vergine era posta sull’Altare Maggiore al centro della Chiesa, nel corso degli anni ci sono state vicende spiacevoli, ma nonostante tutto la comunità ha voluto rinsaldare e dare nuova linfa a questo rapporto filiale di devozione e tradizione, donandole l’abito che non aveva più.

Ad avere l’onere e l’onore di dare forma e sostanza a questo desiderio recondito di tutti i melitesi, la creatività, l’originalità e l’artigianalità, delle sapienti mani di Michela Ferriero e Lorenzo Albanese, titolari di Atelier Pantheon a Grottaminarda, che in forma totalmente gratuita, hanno lavorato instancabilmente insieme a tutte le loro dipendenti, servendosi di vecchie foto che ritraevano l’abito in versione originale, per replicarlo quanto più fedelmente possibile, in pochissimo tempo, realizzando un autentico sogno.

La comunità presente alla celebrazione ha assistito in un silenzio carico di attesa, profonda spiritualità e immensa gratitudine al passaggio dalla navata centrale della chiesa, dell’abito restaurato in tutto il suo rinnovato splendore, ad aprire la fila portandolo fra le mani coperte da guanti di stoffa bianchi, simbolo di purezza e devozione alla Beata Vergine Addolorata, Michela Ferriero di origini melitesi, seguita da tutte le dipendenti in abito nero, così come il coro parrocchiale.

La dovizia di particolari, il cuore, l’impegno e la responsabilità profusi alla ricerca della perfezione, hanno lasciato tutti senza parole di fronte ad una bellezza disarmante, oltre all’abito la Madonna, è stata adornata con un velo nero arricchito da pizzo, insieme con la Spada che le trafigge il petto (simbolo di dolore) e la Corona (simbolo di regalità- Maria Regina dei Martiri), donate precedentemente da alcune famiglie della comunità.

La veste bianca rappresenta la purezza assoluta della Vergine Maria, che viene rivestita di luce anche nell’ora della Passione, il nero segno del lutto per la morte di Gesù Cristo, mentre il pizzo e i ricami in oro, ricordano che nessuna notte, nemmeno quella più buia, è senza promessa.

Lacrime di gioia bagnavano il viso dei presenti, le pulsazioni del cuore e l’emozione aumentavano sempre più durante questo rito antichissimo, pensando a quante generazioni di uomini, donne e bambini, si sono prostrati ai piedi della Vergine Addolorata, per affidarle i dolori, le speranze e i sogni di tutto il Paese.

Durante il Rito Solenne della Vestizione che prepara la Processione del Venerdì Santo, si sono alternati momenti di silenzio, canti religiosi di devozione a Maria (Madonna Nera), seguiti da musica strumentale, sulle note di The Mission del maestro Ennio Morricone.

Il Parroco Don Michele Puopolo ha dichiarato:” il momento tanto atteso è arrivato, siamo testimoni di qualcosa da tramandare alle generazioni future, che resterà per sempre nei nostri ricordi, un anticipo del Triduo Pasquale ormai prossimo, in cui fede e tradizione camminano insieme. Il rito della Vestizione dell’Addolorata vissuto stasera, ha unito generazioni diverse, che per la maggioranza non avevano assistito mai prima d’ora, ad un momento così forte sotto tutti gli aspetti, ciò rappresenta un importante riferimento, una radice forte cui aggrapparsi nel cammino della vita per ciascuno di noi, che ci auguriamo possa diventare sempre più grande, cosicché l’albero della fede possa crescere sempre più, e portare frutti rigogliosi nella nostra comunità”.

Michela Ferriero e Lorenzo Albanese hanno dichiarato:” vogliamo ringraziare Don Michele per averci dato l’opportunità di realizzare l’abito della nostra amata Madonna Addolorata, è stato un grande onore per noi poter rappresentare tutta la comunità melitese, realizzando questo grande desiderio.

Abbiamo vissuto questa esperienza con profonda e indescrivibile emozione, perché esaudire tale desiderio significa custodire una tradizione preziosa che appartiene a tutto il nostro paese e ad ognuno di noi, ogni dettaglio scelto per realizzare quest’abito, è stato pensato per unire: devozione, tradizione e bellezza artigianale, ringrazio tutte le mie collaboratrici e mio marito Lorenzo, che con dedizione, mi hanno affiancato in ogni fase del lavoro.

L’unico nostro timore nella complessa fase della lavorazione, è stato quello di non fare “mai abbastanza”, per onorare la Madonna come merita. Non è stato facile replicare rispettando quanto più possibile l’abito nella sua versione originale, siamo partiti da dei ricami antichi, ri- tramandati e lavorati, cercando di coniugare tradizione artigianale e innovazione.

Ogni richiamo dorato, ogni punto di pizzo, è stato concepito per onorare la tradizione, abbiamo ricamato delle gocce di cristallo che nella loro forma rimandano alle lacrime della Beata Vergine Addolorata, simbolo di dolore ma anche di amore profondo, ogni singolo elemento è stato cucito con cura a testimonianza della devozione che unisce tutti noi, spero di cuore che quest’abito possa essere per tutti simbolo di fede, tradizione e bellezza.

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