” La provincia di Avellino e la stessa città capoluogo risulta essere oggetto di una pluralità di tentativi di infiltrazione da parte di organizzazioni camorristiche, il cui momento più allarmante è costituito dal recupero di operatività degli storici clan dei Cava e Graziano”. Quanto emerge dal capitolo dedicato alle attività’ della Direzione Nazionale Antimafia, guidata dal Procuratore Giovanni Melillo, nella Relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2025 presentata ieri dal Procuratore Generale della Corte di Cassazione Pietro Gaeta in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2026.
“La provincia di Avellino e la stessa città capoluogo risulta essere oggetto di una pluralità di tentativi di infiltrazione da parte di organizzazioni camorristiche, il cui momento più allarmante è costituito dal recupero di operatività degli storici clan dei Cava e Graziano. Recenti indagini hanno, infatti, consentito di accertare la perdurante operatività del clan Graziano nel comune di Quindici e paesi limitrofi, operatività che si è concretizzata principalmente nello svolgimento di una serie di attività estorsive, realizzate mediante gravi azioni intimidatorie con l’utilizzo di armi. Le indagini danno conto anche di una possibile ripresa della storica faida contro gli esponenti di rilievo dell’avverso clan Cava. La riorganizzazione del clan Graziano è stata possibile grazie alla scarcerazione, dopo un lungo periodo di detenzione di esponenti apicali del sodalizio, soggetti già gravati da condanne passate in giudicato per associazione di stampo camorristico”.
Per quanto riguarda Avellino, invece: “Nella città di Avellino è documentata l’operatività del clan cosidetto Nuovo Partenio, diretta promanazione dello storico clan Genovese. Le indagini hanno accertato i plurimi settori criminali di interesse del clan: dalle estorsioni all’usura, al traffico di stupefacenti, al lucroso settore delle aste pubbliche connesse all’esecuzione immobiliare e sinanche al condizionamento delle elezioni amministrative, azione quest’ultima capace di garantire l’infiltrazione nelle amministrazioni di governo locale”.



