Il Liceo Scientifico Statale “P.S. Mancini” di Avellino celebra la decima edizione della Settimana Scientifica, un appuntamento ormai diventato punto di riferimento culturale per studenti, docenti e territorio. Questo pomeriggio il primo di una serie di seminari che si concluderanno il 6 marzo nel segno del “Codice mente: dalla biologia del cervello alle neuroscienze computazionali” attraverso un percorso che intreccia fisica, biologia, intelligenza artificiale, medicina e filosofia, con l’obiettivo di esplorare lo studio della mente, tra i campi più affascinanti della ricerca.
A introdurre l’incontro di questi pomeriggio la dirigente scolastica prof.ssa Paola Anna Gianfelice, che ha sottolineato il valore di cui si carica la Settimana Scientifica, uno spazio di approfondimento che vede la partecipazione di studiosi di primo piano. “Vogliamo promuovere una visione critica e interdisciplinare, mettendo al centro la complessità della mente umana in un’epoca segnata dall’avanzare dell’intelligenza artificiale, con la consapevolezza che le neuroscienze e le tecnologie computazionali stanno ridefinendo il nostro modo di comprendere il pensiero. Una riflessione che si interroga anche sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale, perchè sia sempre un modo per potenziare l’intelligenza umana”. E’ stata, poi, la volta del prof. Antonio Feoli dell’Università del Sannio, che ha proposto una riflessione suggestiva tra meccanica quantistica e concetti filosofici, a partite dal provocatorio racconto di Achille Campanile dal titolo “Gli asparagi e l’immortalità dell’anima”. “Ormai la meccanica quantistica è dappertutto, dalle neuroscienze alle filosofia. Viene tirata in ballo ogni volta che si studiano cervello, coscienza e libero arbitrio. Il risultato è che viene ridotta a una vera religione laica, a partire dall’equazione di Schrodinger, che descrive il comportamento dei sistemi quantistici e l’evoluzione dello stato di un sistema”. E’ stato quindi il prof. Giuseppe Forte ad approfondire il legame tra intelligenza e costo termodinamico della mente nel tentativo di comprendere come fa il cervello ad adattarsi a stimoli che non ha mai processato. “Il cervello non immagazzina tutti i dati ma fa delle scommesse, cerca di prevedere il futuro, formulando delle ipotesi sulla base di generalizzazioni. Poichè da cause simili ci aspettiamo effetti simili. Il cervello decide così a cosa associare quello stimolo che non abbiamo mai processato, costruisce leggi psicologiche sulla base di quelli fisiche”.
Martedì 3 marzo sarà la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Fiorella Pagliuca a portare i propri saluti. Quindi l’attenzione si sposterà sui sistemi complessi e sull’intelligenza artificiale: il prof. Guido Caldarelli, direttore dell’Istituto dei Sistemi Complessi del CNR, interverrà da remoto sulle reti complesse e le applicazioni alla fisica del cervello. Nel pomeriggio il dott. Bruno Vento esplorerà il passaggio dal pensiero computazionale all’IA.
Mercoledì 4 marzo si parla di ricerca e innovazione: la prof.ssa Anna Esposito, presidente della Società Italiana Reti Neuroniche, analizza le prospettive dell’intelligenza artificiale, mentre il prof. Gianluca Giannini affronta il tema dell’IA generativa e del confine tra creatività e simulazione.
Giovedì 5 marzo sarà il dott. Pasquale Donnarumma, dirigente medico in Neurochirurgia presso l’AORN “Moscati” di Avellino, a raccontare il rapporto tra pratica clinica e modelli computazionali nelle neuroscienze. A seguire, il prof. Giuseppe Pignataro dell’Università Federico II di Napoli approfondirà il ruolo degli RNA non codificanti nello studio del cervello.
La settimana si chiuderà venerdì 6 marzo con l’intervento della prof.ssa Silvia Scarpetta dell’Università di Salerno, che propone un viaggio tra fisica e neuroscienze per interpretare il cervello come sistema complesso.




