Il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Avellino, con il supporto dell’Arma Territoriale, ha
eseguito una serie di controlli in diversi settori economici del capoluogo e dell’intera provincia.
L’attività svolta nello scorso mese di aprile 2026, ha portato alla sospensione di 4 attività
imprenditoriali nelle quali è stata accertata la presenza di manodopera “in nero”.
Nel corso dei controlli sono state ispezionate 13 aziende, di cui 10 risultate regolari ed una
completamente sconosciuta alla Pubblica Amministrazione, in quanto priva delle previste
autorizzazioni. Sono state, inoltre, verificate 42 posizioni lavorative, delle quali 9 risultate irregolari
e 6 “in nero”.
In particolar modo, i militari del NIL, all’esito degli accertamenti, riscontravano numerose carenze
all’interno delle attività; in particolare nelle aziende spesso si rilevava la mancata redazione del
Documento Valutazione dei Rischi (DVR), mentre nei cantieri edili l’assenza del Piano Operativo di
sicurezza (POS) e, spesso, della sorveglianza sanitaria e della formazione in materia di sicurezza per
diversi lavoratori; tutti elementi obbligatori allo scopo di prevenire gli infortuni nei luoghi di lavoro.
Pertanto, venivano contestate 19 prescrizioni per violazioni al Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro
(D.Lgs. 81/2008), con il conseguente deferimento di 10 titolari di azienda presso le Procure della
Repubblica di Avellino e Benevento competenti per il nostro territorio.
Complessivamente sono state quindi contestate sanzioni per un importo pari a 60.699,98 euro, di cui
24.799,98 euro per ammende, 23.400 euro per sanzioni amministrative e 12.500 euro per sanzioni
amministrative connesse alla sospensione di attività.
I controlli proseguiranno nei prossimi mesi su tutto il territorio provinciale al fine di garantire una
costante vigilanza, con particolare riferimento al contrasto del lavoro sommerso e alla prevenzione
degli infortuni, verificando il rispetto delle normative vigenti.



