«Lo abbiamo già visto con l’occupazione russa che ha portato alla guerra in Ucraina: ad ogni conflitto corrisponde una reazione a catena che, in un mondo globalizzato e interconnesso, finisce per incidere perfino nel carrello della nostra spesa al supermercato. Così accade anche col conflitto in Iran che rischia di avere pesanti ricadute dirette sull’economia delle famiglie e delle imprese in Campania, regione italiana che vive anche di export. A lanciare l’allarme è Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania, che segnala un possibile aumento della spesa annua fino a circa 600 euro per nucleo familiare.
«Il preoccupante scenario internazionale rischia di pesare enormemente sulle piccole e medie imprese della nostra regione e sulle famiglie» afferma Schiavo, secondo cui l’«aumento dei costi di carburante, gas ed energia potrebbe provocare una contrazione dei consumi e la chiusura di attività commerciali». Secondo Confesercenti Campania, gli effetti della crisi internazionale sono già visibili su diversi fronti: carburanti, voli, spesa alimentare e bollette. Le stime dell’associazione indicano un incremento di almeno 600 euro all’anno per famiglia, cifra che potrebbe crescere nelle prossime settimane.
Schiavo sottolinea che la guerra in Iran starebbe già producendo un aumento dei prezzi di benzina e gasolio di circa il 12%. Per una famiglia campana che utilizza un’auto di piccola cilindrata con un pieno medio settimanale di 35 litri, l’incremento sarebbe di circa 7 euro a rifornimento, pari a 28 euro al mese e oltre 330 euro su base annua. L’aumento dei carburanti, secondo l’associazione, avrà ripercussioni anche sul costo dei prodotti alimentari. Una spesa media di 80 euro potrebbe registrare rincari tra i 2 e i 3 euro, con un aumento complessivo stimato in circa 100 euro all’anno.
A incidere sui bilanci familiari saranno anche i costi energetici. Per una famiglia di due o tre persone che vive in un appartamento tra gli 80 e i 100 metri quadrati, Confesercenti prevede un aumento di circa 70 euro annui per il gas e di circa 80 euro per l’energia elettrica. Nel complesso, tra carburanti, spesa alimentare ed energia, l’aggravio annuale per le famiglie campane potrebbe arrivare a circa 580-600 euro, ai quali si aggiungerebbero gli aumenti nei trasporti. Secondo Schiavo, viaggiare potrebbe costare tra il 15% e il 30% in più, con impatti particolarmente rilevanti per chi si sposta per lavoro.
La situazione potrebbe avere effetti anche sull’export regionale. Confesercenti Campania osserva che lo scalo di Dubai era diventato un hub importante per le imprese italiane e campane dopo la chiusura dei rapporti commerciali con la Russia e l’innalzamento dei dazi statunitensi voluto da Trump. Le aziende utilizzavano la piattaforma di Dubai per esportare verso diversi mercati internazionali.
La crisi internazionale, secondo il presidente dell’associazione di categoria regionale, rischia di ridurre il fatturato delle imprese e di avere conseguenze sull’occupazione legata alle attività di export. «Siamo molto preoccupati e rilanciamo un grido d’allarme forte che ci arriva dal mondo delle nostre imprese», afferma Schiavo, sottolineando il rischio di una contrazione della spesa da parte delle famiglie e le difficoltà per le aziende nel mantenere aperte le attività.



