Si è concluso con tre condanne ed un’assoluzione il processo sulla maxi discarica scoperta Sperone dai militari delle Fiamme Gialle della Tenenza di Baiano il 9 gennaio del 2023, dove erano stati rinvenuti migliaia di metri cubi di rifiuti speciali e materiali di risulta derivanti dall’edilizia in un’ area di 116 mila metri quadrati. Il giudice monocratico del Tribunale di Avellino ha accolto la richiesta della Procura e condannato ad un anno e nove mesi con pena sospesa l’imprenditore B. N. difeso dagli avvocati Silvio Sepe e Gaetano Aufiero. Assolto F. M., difeso dall’avvocato Gaetano Aufiero. Secondo le contestazioni i due imprenditori alla guida della società che aveva acquisito la cava avrebbero gestito nell’ex Cava di località Carcara senza alcuna autorizzazione una discarica di rifiuti speciali pericolosi e non per tre migliaia di metri cubi.
In particolare materiale proveniente dalla demolizione nel settore edilizio. Nei loro confronti la Procura di Avellino addebita i reati di opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità abbandono e deposito incontrollato di rifiuti, distruzione o deturpamento di bellezze naturali. I due operai sono stati condannati a quattro mesi di reclusione (con pena sospesa solo per uno) per il reato di abbandono incontrollato di rifiuti. I tre imputati dovranno anche risarcire il Comune di Sperone, che si era costituito parte civile, rappresentato e difeso dall’avvocato Francesco Pecchia.
Il sequestro era stato eseguito dai militari della Tenenza di Baiano e dal personale del Reparto Operativo Aeronavale di Napoli. Il sostituto procuratore della Repubblica di Avellino che ha coordinato le indagini, il pm Cecilia De Angelis, aveva disposto la citazione a giudizio nei confronti di quattro La discarica di rifiuti da costruzione e demolizione.L’’attività dei militari aveva permesso pertanto di sottoporre a sequestro preventivo circa 116.000 mq. Si attendono ora le motivazioni della sentenza.


