“Al referendum sulla riforma della giustizia il risultato è stato straordinario. In tutta Italia, soprattutto in Campania. Bene l’Irpinia. Nessuno si aspettava tanta gente al voto. È incoraggiante che abbiano votato tanti giovani: è un buon segnale. È una vittoria del centrosinistra, ma non solo. È una vittoria dei cittadini, che si sono mobilitati, e delle tante associazioni che si sono impegnate durante la campagna referendaria”.
Per Rosetta D’Amelio, presidente della commissione regionale di garanzia del Pd, ex presidente del Consiglio regionale della Campania, la vittoria del No al referendum promette bene per le amministrative del 24 e 25 maggio. In Irpinia sono tredici i comuni al voto: i centri più grandi sono Avellino e Ariano.
“L’obiettivo principale è comporre, ovunque sia possibile, il campo progressista. Preferisco la definizione di “campo progressista” a quella di “campo largo”. Comunque la sostanza non cambia: c’è il centro, che va da Renzi a Mastella, ma c’è pure il civismo sano delle associazioni, che interpretano quelle istanze, sensibilità e idealità che i partiti a volte non riescono o non possono rappresentare”.
Ad Avellino i partiti hanno iniziato a ragionare sul perimetro della coalizione di centrosinistra: il Pd, avendo il maggiore consenso nel centrosinistra, ha la leadership del “campo largo”. E al Pd spetterebbe in primis l’indicazione del candidato sindaco. Secondo lei qual è l’identikit del candidato sindaco ideale?
“Sicuramente il Pd è il partito che ha maggiore consenso nel centrosinistra. Però, se la scelta del candidato sindaco in primis spetta al Pd, non significa che il Pd debba dettare l’agenda agli alleati. Il Pd ha potenziali candidati sindaco di qualità. Lavoriamo per fare sintesi su un nome che sia indiscutibilmente garanzia di trasparenza della gestione amministrativa, che sia radicato sul territorio, che sia in grado di innovare il modo di fare politica e che abbia una riconoscibile connotazione politica. Soprattutto è necessario che la scelta sia quanto più condivisa possibile.
Un civico non va bene?
Dopo le esperienze di Festa e Nargi e il loro civismo astratto preferirei per la città di Avellino un candidato che abbia una chiara identità politica di centrosinistra, un candidato che sia espressione diretta del campo progressista unito. Sarebbe una vittoria già di per sé politica, che molto probabilmente porterebbe di conseguenza a un’affermazione elettorale del centrosinistra, un successo su cui costruire il futuro della città e del campo progressista. Una vittoria di tutti, e non una sconfitta di pochi.


