Arsenale nascosto tra i boschi in Alta Irpinia: I giudici della Dodicesima Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli hanno rigettato tre richieste di annullamento della misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Avellino Pasquale Cerrone nei confronti di cinque indagati per un giro di armi nella zona altirpina. mi nascoste tra i boschi: i giudici della Dodicesima Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli hanno confermato la misura cautelare per tre dei cinque indagati. Rigettate dunque tre richieste di annullamento della misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Avellino Pasquale Cerrone. Misure confermate per due giovani di Lioni di 20 e 28 ., un 33enne di Paternopoli difesi dagli avvocati Rosania e Fiume. Respinta dai giudici del Tribunale della Libertà la tesi sostenuta dalla difesa che nel caso specifico fosse necessario prima procedere all’interrogatorio preventivo e poi all’emissione delle misure. Tesi non condivisa dal Riesame
Il 30 marzo verranno discussi i ricorsi presentati davanti al Riesame altri due indagati difesi dall’avvocato Paolino Salierno e Nello Pizza. A firmare le misure per i cinque, il pm Cecilia Annecchini. Ad eseguirla i Carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi con le accuse di porto e detenzione llegale di armi, munizionamento nonché ricettazione.
Nei giorni scorsi i militari avevano eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa nei confronti di 5 indagati (4 in carcere e 1 agli arresti domiciliari), ritenuti gravemente indiziati dei reati di porto e detenzione illegale di armi e munizionamento nonché ricettazione. Il provvedimento restrittivo, disposto nei confronti di un 20enne e un 28enne di Lioni, un 34enne, di Villamaina, un 33enne di Paternopoli e un 22enne di Gesualdo. Le indagini sono scaturite a seguito del rinvenimento di un fucile, oggetto di furto, accuratamente occultato in un Iuogo isolato, un muretto di un’abitazione. L’arma rinvenuta era stata oggetto di modifiche in quanto presentava le canne “mozzate”, cosi da facilitarne sia il porto che l’occultamento ma soprattutto per aumentarne l’offensivitàNel corso delle successive attività ď’indagine, i militari dell’Arma hanno individuato e sottoposto a sequestro diverso materiale illegalmente detenuto, tra cui altri due fucili oggetto di furto, una pistola sprovvista di matricola, numerose cartucce di vario calibro ulteriori componenti riconducibili ad armi da fuoco.


